BLOG LETTERARIO

LIBRI, AUTORI, CURIOSITA’ E MISTERI DAL MONDO

“Loro temono ciò che non conoscono e distruggono ciò che temono.”

Memorie dal Buio – Ucronia – Capitolo 21

da | Ago 2, 2026

PUNTO 21 – Il fatto che, oltre al Sole, i Vampiri temano il Fuoco, significa che subiscono tutte le manifestazioni del sacro.

Veronika tirò delicatamente la pelle del collo dal basso, infilandoci le dita fino a sgusciare fuori dalla maschera, come un camaleonte dalla propria scorza, ma era sudata e piena di residui di lattice e colla sul volto: «Mi stavo lessando qua sotto», si lamentò.

John la rimise sul manichino, sistemando le pieghe: «Per fortuna la dovrai portare poco», poi le indicò Samael che faceva zapping con la tv via cavo e abbassò la voce a un sussurro: «Cosa c’è tra voi, sorella?»

«Nulla, siamo colleghi… più o meno. Dobbiamo risolvere questo caso», rispose veloce, mentre si guardava allo specchio e staccava i resti con le dita a pinza.

«A me non la dai a bere. Vi ho sentiti litigare prima, mentre ero in bagno», e le passò l’indice davanti al volto, bloccandole l’obiezione a metà fiato. «No, no, sorella, non ci si incazza così se si è solo colleghi.»

«A volte ha dei momenti in cui è adorabile, gentile, premuroso, simpatico e… dimentico che è un vampiro», e tornò a guardarsi allo specchio, tirando una pellicina di lattice particolarmente ostinata. «Poi torna a essere freddo, cinico, crudele e sembra che ogni sua mossa sia frutto di un calcolo utilitaristico», e abbassò lo sguardo sulle proprie mani umide. «E di nuovo si mostra rispettoso della vita, disponibile a mostrarmi il suo mondo, ad ammettermi in esso, fino al prossimo fallimento emotivo, quando mi tiene a distanza e non capisce i miei sentimenti.»

«Sicura che sia perché è un vampiro e non perché è solo un uomo?»

«E allora essere un vampiro è un’aggravante!», e risero nascondendosi, complici.

John la aiutò a togliere i resti di lattice che lei non aveva visto: «Magari davvero non capisce i sentimenti umani, non li sa leggere. Però, se è disposto a venirti incontro, glieli puoi insegnare tu. Devi solo trovare un canale di comunicazione.»

Dall’altra stanza, la televisione restituiva la sigla di apertura di un talk show dei più beceri e razzisti e l’artista inzuppò un dischetto di cotone con dello struccante all’aloe: «Ma che palle, sono due ore che guarda i programmi spazzatura.»

«Ti sento», disse il vampiro ed entrambi rimasero a bocca aperta.

Li aveva sentiti per tutto il dialogo o solo in quel momento?

Samael si affacciò alla porta dello studio: «Sto guardando tutto ciò che può essere utile per prevedere cosa accadrà», disse indicando delle immagini sullo schermo. «Per esempio in questa nuova piazza che avete chiamato Liberty Plaza, proprio davanti al municipio, si sta formando un corteo dell’organizzazione Algiz a favore dei soprannaturali, che condanna l’uccisione di Gordon. La polizia li ha già circondati e stanno cercando di tenerli separati dall’altro corteo, quello a favore dello sterminio incondizionato. Da ciò vi comunico che…», disse sollevando le dita man mano che parlava, «primo, non possiamo passare per quel quartiere; secondo, che la polizia è impegnata con uomini e mezzi, quindi non ce ne sarà per le altre strade; e terzo, che dovranno risolvere la situazione entro un paio di ore, o ci saranno scontri per tutto il giorno.»

«È in gamba», ammise John.

«Vedo situazioni analoghe da tanto tempo e non cambia mai nulla. Il popolo è una massa potente, ma acefala, che si muove solo se ha un leader che dice loro contro chi essere furiosi e come esternare la furia.»

L’artista fece spallucce: «Magari la cosa è voluta.»

Entrambi lo guardarono sospettosi e lui balbettò il resto: «V-voglio dire… e se ci fosse qualcuno interessato a questa instabilità sociale.»

«Sei un maledetto genio», disse poi Samael, avanzando a passo di carica verso John che, impaurito, arretrò con le spalle al muro.

Il vampiro gli mise le mani sugli omeri e lo sbatacchiò un poco: «La Rivoluzione Francese!»

E il ragazzo, con le mani davanti al volto a difesa pigolò: «Eh?»

*

Carcere della Bastiglia, 14 luglio 1789

«Samael di Tanis», disse l’aristocratico, aggiustandosi il cappello a tricorno sulla parrucca canuta.

«Principe Dieudonne», rispose il vampiro, voltandosi a mostrargli il volto coperto dal turbante e dal lembo che ne celava le vere fattezze.

«Perché mi avete voluto incontrare sui camminamenti della Bastiglia? La vostra presenza in città significa che siete venuto ad amministrare la giustizia?»

«Sono venuto per capire se fosse possibile fermare questa follia.»

«E allora ritiratevi. La Bianca Alleanza non ha più giurisdizione», disse con un ghigno perverso, tagliente. «Neanche sapevamo che esistesse ancora, specie voi, Samael. Vi davamo per morto da trecento anni.»

Samael rimase in silenzio, mentre il vociare dei parigini si diffondeva nelle vie tutto attorno alla fortezza e andava crescendo di intensità: «Il popolo sta puntando i cannoni contro questo edificio. All’alba inizieranno a sparare.»

«Forse, tutto sommato, è tempo che la monarchia cada.»

Samael fissò gli occhi di brace in quelli del Principe, che socchiuse le labbra e abbassò le palpebre.

Aveva perso la battaglia di sguardi.

Solo allora l’antico parlò: «Non è la Repubblica che temo, ma una dittatura. Non ci sono le stesse premesse dell’Indipendenza americana, ma questo voi lo sapete benissimo, vero?»

«Non capisco a cosa vi riferiate, Maestro Samael.»

«Da quale deputato vi siete fatto manovrare?»

«Da quando i vampiri si fanno manovrare dagli umani?», disse il principe, sorridendo bieco e feroce.

«Da quando gli umani che i vampiri rendono consapevoli del soprannaturale, per affetto o per errore, per manipolazione o per stupidità, scoprono su quali tasti porre gli accordi per farli suonare come un organetto, a comando. Il momento in cui smettete di porvi dubbi, domande e vi sentite un dio è il momento in cui anche un semplice umano potrà farvi cadere dalla grazia. Chi è?»

«Perché dirvelo? Per farvelo uccidere?»

«Non sono qui per uccidere un umano. La storia farà il suo corso. Sono qui per punire un altro crimine, Principe. Quello di aver consegnato una città alla guerra civile invece di favorire una transizione più pacifica. Il testo unico dello scisma è orrendo, ma ha ripreso dall’antica legge un concetto importante e afferma che ogni reggente di città ha l’onere di mantenere stabile il proprio dominio, preservando la popolazione, senza che la sopravvivenza delle fonti di cibo venga in alcun modo compromessa», disse avanzando di un passo alla volta, felino. «I lavori dell’Assemblea Costituente erano iniziati in armonia, poi tutto è degenerato. E nelle menti dell’aristocrazia e del clero c’era un veleno anomalo che io ho sentito. Ed era il vostro.»

Dieudonne iniziò a comprendere la piega della discussione, quando Samael si rimboccò la manica sinistra della tunica fino al gomito.

«Ho fatto delle scelte e i miei sudditi mi hanno appoggiato.»

«Ma chi paga è sempre il capo. È una questione di oneri e onori.»

«No, aspettate! Posso darvi quello che volete Samael. Il tesoro della corona? Sarebbe accettabile?»

«Non mi interessa il denaro. Ero qui per cercare documenti su Abramo di Pergamo, ma mi sono imbattuto nel vostro piccolo complotto e non posso lasciarlo impunito, il mio ruolo di giudice me lo impone.»

Il principe sapeva di non poter competere sul piano fisico con quell’antico giudice e indietreggiava cercando una via di fuga tanto nella fortezza, che con le promesse: «Posso… posso spiegare…»

«Spingendo verso la guerra civile avete infranto la legge e la pena è una sola», disse con solennità.

«Bonaparte. È stato Bonaparte!», confessò senza reticenze.

«Grazie, ma questo non muta la vostra situazione.»

Il principe si voltò e iniziò a correre, guardandosi alle spalle, mentre Samael, ancora fermo, proseguiva ad arrotolare la manica oltre il gomito.

Il vampiro sbatté contro una porta chiusa e sbarrata che non mostrò di cedere, neanche alla sua forza inumana.

Prese a balzare di guglia in merlatura, cercando un punto in cui nascondersi, quando un’ombra bianca fece sibilare il vento dietro di lui.

Si voltò di scatto, ma non vide nessuno, mentre alle sue spalle, un refolo freddo gli fece scorrere un presagio nella mente.

Si voltò di nuovo e qualcosa lo colpì in pieno petto.

La Morte Vera inizia così.

Un dolore acuto, le vene che si raffreddano, il corpo che perde consistenza e la coscienza che diviene nera, mentre gli occhi fissano il carnefice, il suo braccio affondato nella cassa toracica fino al gomito, la mano che spunta dalla schiena col cuore stretto in mano.

Il principe si dissolse in una nube di cenere che il vento dell’alba portò via.

«Sentenza eseguita», disse Samael, riabbassandosi il risvolto della manica.

I cannoni della Rivoluzione iniziarono a sparare sulle mura della Bastiglia e Samael venne investito dall’esplosione e dalle macerie delle pietre.

*

Samael prese un foglio e disegnò un cerchio: «Finora abbiamo considerato solo l’ipotesi che i killer e chi li foraggia, volessero colpire due tipologie di persone, i collaborazionisti e chi aveva una minima percentuale di sangue soprannaturale e che usassero le informazioni della H1 per trovare i bersagli. E se invece la cosa fosse molto più complessa?»

«Cosa intendi?», chiese Veronika.

«Prima della guerra, i vampiri controllavano la politica e la società in maniera occulta. Nel momento in cui un umano l’avesse scoperto e avesse voluto sostituirsi al vampiro, cosa avrebbe dovuto fare? Come avrebbe potuto cambiare la storia e la società? Ve lo dico io. Punto uno, si individua un leader carismatico che possa fare presa sul maggior numero di persone per sesso, ceto, religione, aspettative e si fa in modo che appaia divino o investito di una missione divina. Di fatto occorre una persona sociopatica e narcisista, che sappia sostenere il peso del protagonismo.»

«James Burrows», dissero in coro i due.

Samael disegnò un secondo cerchio accanto al primo: «Punto due, riforma del pensiero. Il leader deve fornire concetti e argomenti che facciano presa sul maggior numero possibile di individui.»

«La scoperta dei soprannaturali», osservò Veronika.

Il vampiro disegnò anche il terzo cerchio e li unì a formare un triangolo equilatero: «Punto tre sfruttamento fisico, mentale ed economico degli adepti. Le nostre indagini hanno dimostrato che James era stato creato molto tempo prima. La sua vita era stata consacrata a quel giorno prima ancora che anche Maylynn sospettasse del suo ruolo nella vicenda. Ora ditemi, cosa differenzia una setta da una religione?»

I due si guardarono e Veronika fece spallucce: «Il numero di seguaci?»

Samael annuì col capo: «E il tempo. Per i Romani, gli Ebrei erano una setta. E così i Cristiani. Per gli Ebrei, i Musulmani erano una setta. E così via nella storia. Solo il tempo trasforma una setta in una religione, diffondendo la filosofia e aumentando i fedeli, l’importante è che vengano fissati il fine e una solida base. Per il resto, tutte le religioni furono inizialmente solo sette minori e si consolidarono successivamente, seguendo il medesimo percorso che passava dalla promessa di una salvezza, attraverso il concetto di ripartire da zero, dopo un’apocalisse. Nella Bibbia, Apocalisse si traduce anche come Rivelazione.»

«Mio dio, c’è tutto!», osservò John. «Abbiamo già vissuto tutto questo con il movimento di Burrows!»

«E c’è anche di più», fece notare Samael. «Come funziona l’indottrinamento?»

John fece spallucce: «Si ripete la stessa bugia per mille volte, finché diventa la verità?»

Samael concesse un assenso: «Anche, ottima intuizione. La amplio io. Si prendono persone in un momento difficile della vita, in cui sono vulnerabili, come subito dopo la Rivelazione, si inizia con la persuasione, la presentazione del leader come figura affidabile cui riferirsi per uscire dalla crisi, poi viene l’invito dei reclutatori a seguire ogni mossa del leader, ogni incontro e riunione. Poi si passa a confezionare una nuova realtà attraverso l’isolamento.»

«È vero, successe proprio così», disse Veronika. «Ci chiusero in casa per proteggerci ed esaminare ogni nucleo familiare per scovare i non umani. E in quell’isolamento casalingo avevamo solo la rete e Burrows era dappertutto, con le sue dirette continue e il bombardamento mediatico.»

Samael picchettò con la biro sul foglio: «In questo modo cementarono il legame col leader e…»

«Aspetta», lo interruppe Veronika, che aveva smesso di bere. «Vuoi dire che non ci hanno solo mentito?»

Samael inclinò appena il capo.

«Vuoi dire che ci hanno fatti ammalare di paura?»

Il silenzio calò nella stanza.

John abbassò lentamente lo sguardo.

«Funziona sempre così», disse il vampiro. «Prima si crea il mostro, poi si fomentano a vicenda, creando un condizionamento di gruppo in cui venga ripetuto fino allo stremo che loro hanno ragione e, gli altri, torto. Il tutto rivolto contro il nemico comune. Noi. Poi si convince la gente che sopravvivere sia un privilegio concesso dal leader e il gioco è fatto.»

Si fermò un istante, aprendo le braccia per mostrarsi, poi tornò con le mani sul tavolo e la biro che ruotava tra le dita che si muovevano con l’eleganza delle zampe di un ragno. «Ed ecco come mai ho pensato alla Rivoluzione Francese. Nonostante le vessazioni dei nobili di Francia, il popolo, che da solo costituiva il novanta per cento dei cittadini francesi, restò buono fino al 1789. Ma nel giro di un paio di mesi insorse, dopo che il Principe Vampiro della città, Jacques Dieudonne spinse il clero e i nobili a opporsi a ogni iniziativa della Costituente.»

I due umani si guardarono e tornarono con l’attenzione su Samael, mentre John si giustificava: «Non studiamo molto la storia europea qui negli States!»

«Io c’ero. Posso dirvi come andò, perché quando il popolo fu messo all’angolo, reagì. Ma l’idea non fu sua; venne da un umano che aveva tutto l’interesse a una guerra sociale. La monarchia costituzionale non era accettabile. Serviva qualcosa che ribaltasse completamente l’antico concetto di successione dinastica dei Re. Poiché anche se Luigi XVI fosse morto, sarebbe salito al trono suo figlio, un altro Borbone.»

Veronika socchiuse le palpebre: «Stai dando la colpa ai deputati del popolo?»

«Non proprio. Danton, Marat, Robespierre… Loro furono i leader che trascinarono il popolo alla rivoluzione spiegando loro cosa fare. Cortei fino a Versailles, disordini in città, la presa delle armi nella Bastiglia», elencò e sollevò poi la biro, dandole espressività nel puntarla sui due. «Ma c’era qualcuno che manovrava nell’ombra. Qualcuno che spinse sull’ego di Dieudonne e lo indusse a fomentare la rivoluzione. E mentre i leader cercarono di prendere il potere passando da una monarchia costituzionale a una repubblica, accusa dopo accusa, litigio dopo delazione, finirono uno contro l’altro, uccidendosi in una grottesca gara a chi fosse più rivoluzionario. Tutto ciò fece scivolare il paese nel periodo del Terrore, che permise l’ascesa del dittatore Bonaparte.»

John aggrottò le sopracciglia: «E che accadde a Dieudonne?»

«Lo uccisi la mattina della presa della Bastiglia», rivelò con un cenno di non curanza.

John sbiancò in volto, Veronika invece rimase immobile e Samael continuò a parlare, ma dopo poche parole rallentò: «Che c’è? Qualcosa non è chiaro?»

Mentre guardava la poliziotta, colse un cambiamento, qualcosa nel modo in cui lei lo guardava e non era paura, forse… delusione ed era anche peggio.

«Era colpevole», precisò, piccato, prevenendo le loro remore.

Veronika abbassò gli occhi sul bicchiere: «Non è questo il punto.»

No, non era quello il problema e Veronika comprese a fondo la freddezza di cui era capace il vampiro nel dispensare morte, quando doveva farlo e quella compensazione che mezz’ora prima le era sembrata una parola insulsa, quasi offensiva dei suoi sentimenti, ora assumeva un nuovo significato.

La compensazione non riguardava le vittime, riguardava proprio lui.

Samael deve uccidere chi è colpevole di aver violato la legge.

Samael non lo vuole fare, non sempre.

Samael cerca meccanismi di compensazione del dolore, il suo e quello delle vittime.

Era tutto così… umano.

Il vampiro intanto stava ancora raccontando della Rivoluzione Francese: «Fu Bonaparte che, consapevole dell’esistenza dei soprannaturali, usò Dieudonne e gli altri deputati per sterminare la famiglia reale. In questo modo, un uomo venuto dal popolo poté essere re, addirittura imperatore. E, se facciamo un parallelismo con la situazione odierna…»

«Abbiamo avuto il nostro leader, ci sono stati i deputati che hanno spinto per la guerra e stiamo vivendo il Terrore», osservò Veronika.

John guardò entrambi: «E chi è Bonaparte in questo caso?»

«Quando lo scopriremo, avremo anche la testa del killer», osservò Samael.

«Quindi è stata tutta una montatura?», lamentò John camminando nervosamente per la stanza. «Abbiamo sofferto per cinque anni, ancora soffriamo, per le decisioni guerrafondaie di qualcuno che vuole fondare una nuova religione?»

«È più di una semplice nuova religione, è un nuovo ordine mondiale. Pensaci John. Cosa ti dà l’essere capo di una religione?»

«Potere», disse il ragazzo, sedendosi accanto a Veronika che ne abbracciò le spalle.

«Esatto, John», confermò il vampiro. «I complotti parlano solo di soprannaturali che manipolano la società, ma mai degli umani che manipolano i soprannaturali. Ed è precisamente questo che è accaduto, che sta accadendo. E chi aveva capito già tutto? Chi aveva individuato la testa che stava dietro la creazione di Burrows? Jubilee Anne Travis!»

Il nome non diceva nulla al ragazzo che fissò il vampiro con aria interrogativa, mentre Veronika colmava la lacuna: «Era una blogger, una giornalista che mise in rete un filmato di denuncia pochi giorni dopo la Bomba di Boston, ma il filmato venne cancellato, lo videro in pochi e lei sparì.»

«Crediamo che sia morta», si spicciò a dire Samael, richiamando un video dal cloud della Hermon direttamente col cellulare. «La fine del video non fa ben sperare sulla sua sorte.»

«James Burrows era il leader di comodo che doveva trascinare le masse», annuì Veronika, «i deputati possiamo identificarli in molti ricchi e potenti industriali e investitori nella macchina bellica, ma senza altre informazioni, rischieremmo di sparare nel mucchio.»

«E qui interviene Jubilee e le accuse precise che fece», disse Samael. «Il suo video venne messo in rete il 23 dicembre 2012, due giorni dopo il nucleare su Boston, ma fu oscurato dopo pochi istanti. Tuttavia noi riuscimmo comunque a scaricarlo, ma il modo in cui finiva era preoccupante, e il Reggente di Los Angeles, il vampiro Fraser si attivò per cercarla e metterla in salvo, ma trovò la casa vuota e, sebbene ripulita, avvertì residui di sangue femminile in parecchi punti dell’appartamento. Per questo crediamo che sia stata uccisa. Comunque tutti i supporti elettronici erano spariti e del video non rimase traccia nella rete, neanche nelle sue parti più oscure e profonde, tranne che per noi.»

Una ragazza con ricci rossi e il volto da bambina, con grandi occhi azzurri e la pelle costellata di lentiggini, appariva immobile nel fermo immagine del video girato in uno studio ingombro di libri.

«Mio Dio, quanto assomiglia a Reetha!», confessò Veronika.

Samael fece partire il documento: «Sono Jubilee Ann Travis e questo è il mio testamento.»

I due umani guardarono il video originale a occhi sbarrati e John balbettò per l’emozione: «S-se avessero diffuso queste notizie, il mondo vi avrebbe visto con occhi diversi!»

Samael mise in pausa il video: «Ci provammo da subito, ragazzo, ma non vollero ascoltarci.»

«Sai cosa mi disse invece Candy? Che la vostra esistenza sarebbe stata troppo destabilizzante per gli umani. Insomma, i maghi possono virtualmente fare ogni cosa, come l’energia pulita perpetua che muove la Hermon. Ti immagini i magnati del petrolio? E ti figuri l’effetto di un esercito di fatati che controlla le menti e i sogni della gente?»

«Compra questo», intervenne Veronika, «odia quell’altro, vota questo presidente.»

«Esatto, Detective e poi i Vampiri, insomma Sam… ehm… Maestro Samael», disse John e Samael annuì, fin troppo compiaciuto del giusto titolo. «I Vampiri potrebbero renderci immortali. Perché non avreste dovuto farlo con tutti? Anche solo come Custodi? Non c’è persona che non abbia pensato a questo, non appena il marito di Maylynn ebbe spiegato chi o cosa lui fosse e come avesse fatto a diventarlo.»

«Che è precisamente il motivo per cui non ci siamo mai rivelati. La scelta degli infanti è un momento delicato e intimo, e così la scelta dei custodi. Non possiamo diventare fabbriche di eternità per tutti.»

«E invece chiunque l’avrebbe chiesta e pretesa. Perché al ricco sì e a me no? Perché allo scienziato sì e al ballerino no? Tutte domande che avrebbero rischiato di rimbalzare nella rete e portare presto a un disordine civile.»

«Anche perché all’assunzione del sangue consegue una sudditanza mentale e non tutti riescono a spezzare il legame.»

Veronika affogò la lucidità in un generoso sorso di vodka: «Quindi la guerra non ci fu perché gli umani dovevano impedirvi di prendere il controllo su di noi, ma perché volevano loro averlo su di voi e decidere come usare i vostri poteri!»

«Esatto. Jubilee parlava solo delle origini della guerra, ma sto rivedendo ogni sua ipotesi in questa indagine. Ascolta il resto del video e tutto sarà chiaro.»

E fece ripartire il documento, che sommava prove a denunce, nomi a colpevoli, foto a filmati e, quando vennero mostrate le immagini dei maghi che contennero l’esplosione nucleare con la cupola, John scattò in piedi: «Lo sapevo! L’avevamo ben chiaro, ma ci sembrava troppo assurdo!»

Nome dopo nome, Jubilee si avvicinava a Bonaparte, passando dai capi della CIA e dell’FBI, dal Presidente e i suoi generali.

I suoi collegamenti erano così logici da far paura, i suoi argomenti tanto lineari da sfatare ogni caposaldo della fazione a favore della guerra.

Il cuore dei due umani accelerò quando lei iniziò a guardarsi le spalle e il loro sangue vorticò nelle vene quando i soldati entrarono.

Veronika balzò sulla seduta quando partì il colpo.

Lo schermo divenne nero e Samael mise in pausa: «Ora viene la parte interessante. Bonaparte.»

Li guardò, ma loro erano ancora immobili a guardare lo schermo nero e decise di rispettare i loro tempi e i loro silenzi, accomodandosi al tavolo.

John si scosse per primo e prese il bicchiere di vodka dalle mani di Veronika, scolandolo d’un fiato: «Ho… bisogno di qualcosa di forte», annunciò tornando in cucina.

Veronika prese un grosso respiro: «Cosa avete scoperto di più su questo Cerberus?»

«Non abbiamo avuto modo di indagare oltre, considerando la guerra e l’esilio, ma il nostro serial killer è la punta dell’iceberg che ci porterà sicuramente a collegarci con questi nomi, le tre teste dell’Idra.»

John riapparve con l’intera bottiglia: «Quando Jubilee ha parlato della Noah Enterprise, mi è tornato in mente un dettaglio che mi aveva fatto notare Candy. In un museo era stata esposta una copia della Dichiarazione di Indipendenza e lei la lesse tutta, salvo poi farmi notare un paio di parole. Era convinta che non fossero corrette, che nell’originale ci fosse scritto altro, così controllammo ogni libro di testo in biblioteca e sulla rete. I siti su cui la Noah aveva messo le mani riportavano la versione sbagliata, ma nel resto del mondo, dove non era arrivata, c’era quella che ricordava lei.»

Veronika si sporse in avanti: «In cosa era diversa?»

«Ah lo ricordo perfettamente! La frase ‘Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l’avvenire’, era stata cambiata e assumeva un significato completamente diverso. Il verbo reduce per indicare la costrizione alla schiavitù era stato falsificato in lead, con una connotazione di accompagnamento, mentre il verbo throw off, quel rovesciare di governo che avrebbe dovuto spingere i popoli a lottare, era diventato support.»

La poliziotta rimase a bocca aperta, cercando in Samael una conferma o una smentita: «I latini la chiamano Damnatio Memoriae, e di solito riguarda una persona che vuole essere cancellata dalla storia, in questo caso è la storia stessa a essere manipolata.»

«Non… non è possibile che nessuno se ne stia accorgendo!», disse Veronika, impossessandosi del portatile per recuperare il testo della Dichiarazione di Indipendenza su vari siti.

Mise le immagini in finestre affiancate e iniziò a leggerle e confrontarle e, alla fine, lasciò cadere le braccia sulle cosce.

Samael aprì la destra e sembrò volerla abbracciare, ma posò la mano sullo schienale della sua sedia: «Il passato è ciò che crea unione o divisione in un popolo, fa nascere tradizioni e contrapposizioni tra un generico noi e un generico loro. Se la Noah sfrutta il suo potere per plasmare il futuro attraverso la revisione del passato, il pericolo è reale.»

 «Ma se manipolano il ricordo di eventi passati…», lamentò Veronika, «un olocausto può diventare una pulizia etnica e questa, a sua volta, una liberazione dal nemico. Basta presentare i fatti nella giusta prospettiva.»

John le riempì di nuovo il bicchiere: «Se il documento principe della nostra democrazia può essere aggiustato per convincerci che è giusta la dittatura, cosa possono fare a tutta la storia umana? La guerra ha sicuramente creato dei vuoti, i documenti originali possono sparire, la rete forse potrebbe saltare e miliardi di dati condivisi evaporare, lasciando di nuovo il sapere nelle mani di pochi, come in passato. E questi potranno indurci a credere solo quello che loro vogliono. Nel giro di una generazione, potrebbero sostituire tutti i testi scolastici e determinare cosa i bambini impareranno a scuola e la memoria dei veri documenti sarà perduta.»

Il silenzio riempì la stanza, finché Samael chiese: «Sapete qualcosa della Solomon Society? A parte che il loro logo è maledettamente simile a quello delle SS di Hitler?»

John bevve un sorso: «Sarebbe la testa del presente?»

Veronika fece spallucce: «Per quello che so, si occupa di logistica, statistiche, analisi, pubblicità, diffusione e circolazione di merci, persone e notizie. I suoi analisti decidono la lunghezza delle permanenze in dogana delle merci, a chi concedere le green card, quali post della rete debbano avere rilevanza, come usare le informazioni dei cookies per raggiungere le giuste persone con messaggi mirati. Al congresso venne presentata una mozione per limitare il potere della multinazionale», si alzò e iniziò a camminare per la stanza. «Era l’inizio degli anni ’90, ma si considerò accettabile fornire nomi, date di nascita, titoli di studio, indirizzi e numeri di telefono in cambio dell’accesso alla Rete, al sapere universale. E non c’era alcuna tutela di chi accedeva alla rete o come la usava, l’importante era creare dipendenza da Internet e dai Social. Ora tutti noi facciamo parte delle loro statistiche e non solo per banali analisi di mercato sui consumi e le preferenze per la Cola o la marca degli Hot Dog. Le statistiche riguardano tutte le nostre informazioni personali e mediche, di cui la Solomon conserva traccia in dossier che ci riguardano.»

Samael annuì: «Abbiamo percepito anche noi questa pressione al diffondersi della tecnologia. Abbiamo sempre avuto problemi di identità fittizie per le proprietà e i testamenti, quando dovevamo cambiare nome e riapparire.»

Veronika si fermò accanto a lui: «Il problema è che si impossessano di questi dati in maniera perfettamente legale dalle concessioni che tutti noi facciamo mettendo spunte sui permessi per i siti, gli abbonamenti, il trattamento di dati personali e i fascicoli sanitari di cui autorizziamo la detenzione di una copia proprio a loro. C’è il loro logo in piccolo, in calce a ogni cartella sanitaria, e ora che sappiamo che sono correlati anche alla H1, il piano generale sta divenendo chiaro.»

Samael le prese il bicchiere dalla mano e lo mise sul tavolo, decidendo per lei che stesse bevendo troppo: «E poi c’è la testa del futuro, la Nova Tech Corporation, ma di lei sappiamo poco, solo che è titolare di praticamente tutti i nuovi brevetti.»

Veronika prese direttamente la bottiglia dalle mani di John: «Dunque la situazione è questa. Maylynn venne spinta a esporsi e, ingenua com’è, lo fece. Chi la manipolò aveva già predisposto una guerra che mirava a distogliere l’attenzione dalle attività della Cerberus il cui fine è sicuramente il controllo, cosa che, coi soprannaturali nelle posizioni che avevano prima, non era realmente possibile. Senza i principi vampiri, i reggenti o i branchi di licantropi, senza i maghi e i mistici ad arginare le derive storiche, la Cerberus ora è libera di dettare le regole in tutto il mondo, a qualsiasi livello, dalla tecnologia all’energia, alla medicina, alla società e alla religione», prese un sorso a canna e proseguì. «Però è anche vero che di tutti i convogli carichi di soprannaturali che dovevano arrivare a Panama, ne giunse solo una parte. Quindi la domanda è… dove sono finiti?»

Samael strinse i pugni: «Noi sapevamo già che c’era qualcos’altro al di sopra della Cerberus. Ce lo disse Tessa nel memoriale che lasciò inciso per noi, con tutte le scoperte che aveva fatto nel suo mondo.»

John guardò entrambi: «Mondo?»

Ma Samael proseguì: «Il primo attacco a San Francisco fu un diversivo che ci permise di entrare alla sede della Cerberus e portare via due creature importanti che loro detenevano prigioniere. Quando l’operazione fu conclusa, facemmo saltare il palazzo, nella speranza di assestare un colpo decisivo a questo apparato delirante.»

Veronika annuì: «Ricordo l’esplosione della sede della Cerberus! Per una settimana non si parlò d’altro, poi si trasferirono in una nuova sede e nessuno se ne preoccupò più. Quindi non erano nuovi a rapire soprannaturali?»

«Il vero problema è che la Cerberus non è l’unico tassello in questa congiura. Ce ne sono in tutto il mondo, da centinaia di anni e l’unico nostro vantaggio, è che non sono onniscienti. Sbagliano anche loro e non hanno il controllo dei focolai che scatenano. Ma sono comunque pericolosi e l’ostacolo maggiore alla pace che cerchiamo.»

«Per questo mi hai chiesto quella ricerca?»

Samael fece cenno di sì: «Ma non basta, ci servono altri mezzi, più potenti e meno legali.»

John si massaggiò il mento: «Beh gli hacker che lavorano per l’associazione Algiz sono famosi per scoperchiare vasi di Pandora.»

Veronika rimase con gli occhi fissi sul profilo del vampiro: «Possiamo contattarli sicuramente. Resta però l’ultima domanda. Chi è Bonaparte?»

0 commenti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi