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“Loro temono ciò che non conoscono e distruggono ciò che temono.”

Il Gioco di Ruolo

da | Feb 27, 2022

Foto dal Web

Chi di noi non ha mai giocato a “facciamo che tu sei… e io sono…”? La fantasia dei bambini non si preoccupa di incasellare in definizioni il proprio divertimento, ma di fatto tutti noi abbiamo, almeno una volta nella vita, giocato a un gioco di ruolo. Perfino gli psicologi riconoscono l’importanza del gioco di ruolo per la psicoterapia, grazie alla delocalizzazione del punto di vista, che aiuta il paziente a esprimere il proprio disagio o i desideri, attribuendoli ad altri, al proprio personaggio.

Giocare di ruolo significa infatti interpretare “ruolo”, un personaggio con una sua vita (un background e una psicologia) le cui caratteristiche, riunite nella “Scheda di gioco”, seguono le regole di ambientazione e le dinamiche definite per quel particolare manuale.

Foto dal Web, Manuale di D&D

Il capostipite di tutti i giochi di ruolo è Dungeons and Dragons (D&D), un’epopea fantasy che inizia con la semplicità spartana delle primizie, introducendo il famoso D20, ovvero un dado a 20 facce, sostenitore di un sistema di gioco rimasto invariato per decenni.

La sessione di gioco classica per questi giochi che vengono definiti “cartacei” perché necessitano carta e penna, si svolge seduti al tavolo e necessita molto spesso (ma non sempre) un set di dadi poliedrici, matita e gomma e tanta fantasia. La composizione del nucleo di gioco prevede un Narratore (Master, Arbitro di Gioco) e dei Giocatori, ciascuno col proprio personaggio da interpretare.

Dal precursore D&D, comunque affascinante, anche se pieno di difetti, sono scaturite tutte le altre ambientazioni e tutti i successivi regolamenti, di cui vediamo un esempio nella foto successiva, che appartiene a Martelli da Guerra, un sistema di gioco che personalmente adoro.

Foto dal Web, scheda di gioco di Martelli da Guerra

D&D ha comunque aperto la strada a tutte le altre tipologie di gioco di ruolo, come quelli dal vivo o quelli basati sui supporti multimediali, come i videogiochi e le piattaforme di gioco di ruolo on line, che vedremo più avanti nell’articolo.

Il primo passo per giocare di ruolo è leggere il regolamento sul quale poi si andrà a creare il proprio personaggio, e la sua Scheda. Nella scheda di gioco vengono infatti riassunte le caratteristiche fisiche e psicologiche, le abilità e gli averi di questo personaggio, di cui il giocatore sceglie (o tira a sorte) ogni dettaglio e che, da quel momento in avanti, verrà da lui mosso nelle avventure narrate dal Master.

Il Master, ovvero l’arbitro di gioco che dirime ogni conflitto ed esita ogni azione, è colui che, basandosi sul manuale del gioco scelto e la sua ambientazione, le sue regole e le peculiarità, ha il compito di creare un’avventura e descriverne lo svolgimento, accogliendo le iniziative dei suoi giocatori. Essi, infatti, possono comunicare il modo in cui intendono reagire agli spunti e agli stimoli narrati dal Master, descrivendo quello che i propri personaggi fanno.

In base alle azioni che vogliamo fare, ci può venir chiesto di lanciare dei dadi per vedere se la fortuna è dalla nostra. Non tutti i Giochi di Ruolo usano però il sistema a dadi: i più recenti in particolare, hanno sviluppato sistemi narrativi “diceless” ovvero senza dadi, o addirittura senza un Master specifico, ma con una narrazione corale condivisa tra i partecipanti.

Laddove siano presenti dei dadi, la decisione se l’azione sia o meno andata a buon fine dipende dai valori che si hanno nella scheda di gioco e dal loro confronto con il numero uscito nel lancio di dado. In base all’esito, il Master dice cosa succede e così la storia progredisce con nuovi stimoli e nuove reazioni.

Lo scopo non è vincere, ma cercare di arrivare, vivi possibilmente, in fondo all’avventura per guadagnare oggetti e/o Punti Esperienza usabili per migliorare i valori numerici della propria scheda e le future performances.

Foto Archivio Abyssus

Costola del gioco cartaceo, è il Live o Gioco di Ruolo dal Vivo, di cui vediamo una foto qui sopra, relativa ad Abyssus Abyssum Invocat, il gruppo di gioco di Vampires: The Masquerade, che avevo messo in piedi anni fa con mio marito e altri soci. In questa modalità di gioco, che nasce da un manuale cartaceo, la scheda e le regole vengono riadattate per essere funzionali a una interpretazione dinamica. I giocatori non si limitano a sedere attorno a un tavolo, ma creano costumi dei propri personaggi, si travestono e si muovono in un ambiente predisposto, recitando attivamente quello che è a tutti gli effetti un “teatro di improvvisazione”. Regole e scheda sono quindi molto più semplici e il tiro di dado è sostituito da altre meccaniche di gioco, come la morra cinese o le dichiarazioni fisse di valori. E’ comunque la modalità di gioco più emozionante e coinvolgente di tutte.

Foto archivio personale, Logo della land Midgar

Altro figlio del gioco di ruolo cartaceo è il gioco On Line, che spazia dal videogame multiplayer al Play by… forum, chat, mail ecc… ovvero tutti quei sistemi atti a riuscire a riunire un gruppo di giocatori distanti che riescono comunque a divertirsi insieme.

I “vecchi” del mestiere come me li hanno provati tutti, ma sicuramente il più moderno e innovativo gioco di ruolo on line per chi è appassionato di scrittura e narrazione è il Play by Chat. Esistono piattaforme di gioco in cui è possibile, una volta creato il proprio personaggio, scriverne le azioni e le parole, condividendo degli spazi (chat), con altri utenti in modo da creare meravigliosi romanzi condivisi, scritti a più mani.

www.midgar.land

Questo è il link della Land di cui vedete il logo nella foto precedente e in cui io sono coordinatore dei Master, ovvero del gruppo di persone dedite all’animazione e al divertimento degli utenti. Qui sotto, il video promozionale in apertura della Land, nel settembre del 2020.

Giocare non è sinonimo di infantilità, non è un tentativo di sottrarsi alla vita vera, ma è piuttosto l’elegia della straordinaria capacità umana di divertirsi e di continuare a guardare il mondo con l’occhio incantato di bambini. E, anche se il corpo invecchia e la vita ci prende a calci, la nostra mente potrà trovare sempre un modo per essere felice e giocare, non invecchiando mai! Vi lascio con un altro dei video promozionali fatti da me, stavolta per il Live di Abyssus. La musica sottostante era Die Sonne dei Rammstein ma per qualche motivo Youtube l’ha tolta di recente.

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