BLOG LETTERARIO

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“Loro temono ciò che non conoscono e distruggono ciò che temono.”

Loretta Minnozzi

da | Set 21, 2022

Vi piacerebbe viaggiare indietro nel tempo? Confesso che è uno dei miei sogni segreti, poiché della storia sono cultrice e veneratrice e l’idea di vedere i grandi eventi del passato e conoscere coloro che hanno fatto la storia, mi ha da sempre sedotto. Con questo romanzo d’esordio, Loretta Minnozzi ci fa proprio fare questo, un viaggio nel passato fatto di corti, cicisbei e favorite, re capricciosi, crinoline e sagge donne.
Oggi sentiremo dalla sua voce come si pone verso le memorie e la conosceremo un po’ meglio. Intanto, godetevi la quarta di copertina.

Nel centro degli Appennini la vita scorre monotona ma quando giunge a Castel Berarda la lettera della Marchesa Camilla – la prima di una lunga serie dalla corte di Francia – il destino prende una piega diversa per la Contessina Astremisia che la porterà a un ruolo non suo: quello di favorita del Re e del suo seguito, un codazzo di servitori dai titoli altisonanti che ruotano, ogni giorno, attorno al sovrano per assecondare i capricci reali. Tra rigidi protocolli, decreti urgenti e un decalogo bizzarro, frutto dell’esperienza dell’attempata Marchesa, Astremisia non dorme sogni tranquilli: la sua avvenenza di sole quindici primavere è giunta all’orecchio di Sua Maestà che rischia di destabilizzare le sorti dei due paesi, pur di accoglierla a corte per una ricognizione urgente “de visu et de manu”. Per la voce autoriale e l’idea portante di una terminologia ricercata e coeva, il romanzo è sui generis e trascina il lettore in un quadro d’epoca che fuoriesce in toto dai calamai dei singoli personaggi.

Foto su concessione dell’autore

Ciao e benvenuto nel Blog di memorie dal Buio. Rompiamo il ghiaccio con una presentazione. Raccontaci di te e di ciò che hai scritto.

Sono nata negli anni ’70 e cresciuta nei fantastici anni a seguire. Pioniera nella nascita dei primi calcolatori, a 15 anni possedevo già un Olivetti e consegnavo i compiti su fogli A4. Pensa che una delle sorelle più grandi fu tra le prime a scrivere la tesi di laurea con un programma di video-scrittura. Poi presi il diploma di ragioniere-programmatore, una laurea in Economia e la tecnologia andò avanti. Attualmente vivo ed esercito la professione di Consulente del Lavoro a Macerata dove sono nata.

Ritornando al romanzo, “La favorita del Re” è il mio primo inedito, di una duologia, che ho il piacere di pubblicare con la casa Argento Vivo edizioni, in uscita in agosto 2022. Quest’anno uscirà anche un mio racconto, ad Aprile, in un’antologia di 100 racconti marchigiani dal titolo “Marche d’Autore” volume 4°.

Quanto è importante il ricordo e la memoria nella trama del tuo lavoro?

Il ricordo, la memoria e le emozioni ne sono il perno: un fortuito ritrovamento di un antico epistolario dà inizio alla storia e il lettore è immediatamente catapultato indietro nel tempo. Il narratore vola nell’immaginario di una piacevole varietà di personaggi e lettera dopo lettera fuoriesce dal nerofumo dei singoli calamai lo scenario di una Europa Rinascimentale: ciascuno si presenta, raccontandosi con episodi dalle sfaccettature sfrontate e irriverenti ma allo stesso tempo divertenti. È uno scambio multi-destinatario ben custodito in uno scrigno e il narratore avvisa che per non snaturare il sapore desueto delle missive ha ritenuto mantenere alcuni termini arcaici.

Foto su concessione dell’autore – Loretta

Quando scrivi, quanto attingi al tuo vissuto e alle esperienze passate?

Delle volte, dal passato, si ricordano le esperienze più brutte perché quelle belle non fanno quasi mai cronaca. Facendo il bastian contrario di me stessa, con quest’opera ho gridato al mondo in maniera decisamente sfrontata, descrivendo un persuasivo e trascinante quadro d’epoca con tanta ironia quanto basta per modulare e tenere in equilibrio il secondo piatto della bilancia, in contrapposizione al mio vissuto.

Racconta il momento catartico, il più importante che serbi nel ricordo del processo di scrittura del tuo lavoro.

Il momento catartico penso ci sia stato quando sfogliai il dizionario dell’Accademia della Crusca. Io che venivo da un mondo burocratico, permeato da numeri e dalla vana consapevolezza di non arrivare alla quadratura del cerchio, l’essermi impiastricciata le mani con le parole, come un bambino fa con i colori, è stato un risveglio della coscienza.

È la magia del linguaggio che ci contraddistingue dagli altri e come ammoniva Nanni Moretti le parole sono importanti: non a caso tra i 10 Comandamenti c’è anche quello di non pronunciare invano. Una parola storta o fraintesa fa male quanto una lama affilata ma mentre il dolore fisico si dimentica nel momento in cui cessa la parola può riecheggiare nella memoria ancora vivida a distanza di anni. È il potere del nero su bianco che distrugge, annienta o può costruire un mondo migliore e ho preferito quest’ultimo utilizzo.

Foto su concessione dell’autore

Dei tuoi personaggi, ce n’è uno che possa essere lo specchio del vissuto, della sapienza e delle memorie?

È la marchesa Camilla, con la quale si apre il romanzo nella prima missiva che giunge a Castel Berarda. La marchesa instaurerà con la protagonista di nome Astremisia una corrispondenza amichevole fatta di confidenze e di consigli che lei dispensa dall’alto della sua esperienza, quale ex favorita del Re. L’attempata nobildonna francese, libertina e conforme nei costumi dell’epoca, le stillerà un decalogo per meglio instradarla nel nuovo ruolo di cortigiana-amante che per la marchesa, sulla soglia degli otto lustri, è arrivato al naturale declino.

Condividi un ricordo particolare della tua vita che possa aiutarci a capire il tuo lavoro nella sua completezza.

Il romanzo è sui generis: l’idea era nata anni addietro con l’intento di sperimentare parole oggi in disuso della nostra bella lingua ma lo lasciai dormiente in un cassetto. Poi sul finire del 2019, in una domenica d’autunno, accompagnai l’amica di pianerottolo a un evento culturale. E qui mi riallaccio alla domanda precedente: in mezzo a tanti scrittori, nel quale anche lei era una delle protagoniste, ho respirato l’aurea magica della parola ed è stato il quid che mi ha mosso a riaprire il cassetto e terminare la stesura de “La favorita del Re”!

Foto su concessione dell’autore

2 Commenti

  1. Loretta

    Un grazie infinito a Isa per avermi ospitato nella sua splendida rubrica del mercoledì [CUORE]
    Loretta Minnozzi

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  2. Admin

    Grazie a te per aver condiviso il tuo bellissimo lavoro! In bocca al licantropo!

    Rispondi

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