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“Loro temono ciò che non conoscono e distruggono ciò che temono.”

Sogni lucidi e creatività notturna

da | Gen 14, 2026

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Ci sono notti in cui il sonno non è davvero sonno. Il corpo riposa, ma la mente resta vigile, attraversa luoghi che non esistono, parla con personaggi che conosciamo fin troppo bene e costruisce storie mentre il mondo reale tace. Non è insonnia. E non è nemmeno semplice fantasia. È quella zona di confine, fragile, potente, ambigua, che chiamiamo Sogno Lucido. Il rovescio della medaglia è una qualità del sonno molto scarsa. Vediamo insieme cos’è il Sogno Lucido.

Si tratta di una condizione in cui recuperiamo una qualche forma di controllo sul sogno, proprio mentre ci accorgiamo consapevolmente di stare sognando: mentre stiamo sognando, sappiamo di stare sognando. Non ci svegliamo. Non interrompiamo il sogno. Semplicemente, acquistiamo consapevolezza. Fantastico no? A chi non è capitato almeno una volta? A me capita molto spesso, scrivo interi capitoli con questo metodo e, il mattino dopo, sono pronta a metterli nero su bianco.

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Dal punto di vista neurologico, durante questi sogni si riattiva parzialmente la corteccia prefrontale, la stessa area coinvolta nel pensiero critico, nell’autoconsapevolezza e nella pianificazione, pur restando immersi nella fase REM. Il risultato è uno stato ibrido con l’immaginazione libera, le emozioni intense e una presenza mentale insolitamente alta, che ci può portare anche a modificare parzialmente quello che stiamo vivendo. È qui che, per molte persone creative, accade qualcosa di interessante.

Per chi scrive, crea, immagina mondi, il sogno lucido può trasformarsi in una vera e propria officina narrativa. Le storie non vengono “inventate”, ma emergono, si mostrano e prendono forma senza lo sforzo conscio della veglia. Questo accade perché, nel sogno, si allentano alcuni vincoli fondamentali: il principio di realtà, la censura razionale, la paura di sbagliare. La mente può così osare. E spesso osa proprio di notte.

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La cosa che mi stupisce di più, è che a me capita quasi ogni notte di inventare storie, ma solo di rado rientrano nell’ambito di “Memorie dal Buio” e mai nella categoria dei romanzi storici. Di notte scrivo quasi sempre di fantascienza, un genere che non è certo nella mia “comfort zone” e che non tratterei mai. Non ne avrei il tempo, vista l’enormità dei progetti che ho già aperti.

C’è però un aspetto di cui si parla poco. Il sogno lucido non è riposo puro. Durante il sonno profondo il cervello recupera, consolida, “ripulisce”. Durante il sogno lucido, invece, una parte della mente resta attiva, vigile, impegnata. Se questo accade spesso, può succedere che il sonno si frammenti, compaiano micro-risvegli e, al mattino, ci si senta stanchi pur avendo dormito, si abbia la sensazione di aver comunque “lavorato” e di essersi coricati cinque minuti prima.

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Il Sogno Lucido non è “sbagliato”, ma la creatività, anche quando è piacevole, consuma energia. Molte persone (e io sono in testa al corteo, a guidare la manifestazione col mio cartellone “fantasy è bello”), scoprono che, smettendo di immaginare storie prima di dormire, la mente corre subito altrove: ai problemi irrisolti, le incombenze del giorno dopo, liste mentali, ansia.

Le storie, soprattutto quelle ambientate nella propria comfort zone narrativa, funzionano invece come un luogo sicuro perché sono prevedibili, familiari, sotto controllo ed entrarci abbassa il livello di allerta. I miei personaggi sono come degli amici che mi coccolano nel loro mondo e mi chiedono di restare, per non pensare a tutto ciò che mi attende il giorno dopo.

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Il problema è quindi bilanciare il bisogno di rilassamento prima del sonno con la riattivazione del cervello creativo che ci porta a risvegli frequenti e un riposo non ottimale. La soluzione non è smettere di immaginare, ma è l’andare avanti con la trama. Il punto cardine infatti, soprattutto di sera, è questo: le sensazioni non chiedono decisioni (attivazione creativa), le scene, invece, implicano azione, coerenza, sviluppo. Ma allora come usare il Sogno Lucido prendendo il buono, ma senza impedire al cervello di riposare?

Il trucco è pensare solo a luci, atmosfera, temperatura, presenza silenziosa dei personaggi, fare panoramiche sui luoghi, in modo che la mente si rilassi senza scivolare nella produzione vera e propria. Mi sono accorta di avere una qualità del sonno peggiore del normale e, cercando una soluzione a quella che è una vera spossatezza mattutina, mi sono resa conto che la causa era proprio quella attivazione della corteccia prima del sonno, che mi portava a scrivere interi capitoli, scene articolate, colpi di scena e nodi cardine delle trame. Tutte attività ad alto impatto creativo. Agli scrittori accade più spesso del previsto. Quindi come risolvere il problema senza perdere ciò che di bello ci concede il Sogno Lucido?

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Non è necessario rinunciarvi. Non è necessario “spegnere” la fantasia. Serve piuttosto costruire un confine gentile. Per esempio alcune notti possono restare creative, altre possono essere dedicate solo al riposo. I neurofisiologi sostengono che, in questo modo, la creatività non diminuisce. Anzi, spesso migliora, perché una mente che riposa davvero è una mente che, da sveglia, crea meglio.

Ecco qualche trucco per non soccombere alla propria creatività:

  1. iniziare una routine mezz’ora prima di dormire abbassando le luci (la luce attiva la parte di corteccia creativa) e quindi anche lo schermo del PC e usare questo tempo per creare le scene, magari appuntandole su un notes così non saremo portati a dire al nostro cervello che vuole riposare “svegliati, trattieni il pensiero, è una scena potente, non dobbiamo dimenticarla”.
  2. creare un confine convincendosi che è il momento di “spegnere tutto”. Basta così, per oggi abbiamo dato, è il momento del riposo in tutti i sensi.
  3. quando chiudiamo gli occhi, focalizziamoci solo sulle sensazioni della nostra comfort zone. I personaggi non devono parlare e “fare cose”, non devono “andare avanti” con le loro vite, solo restare lì a guardare con noi il meraviglioso mondo che abbiamo creato per loro.
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Curiosità! Durante i sogni (soprattutto in fase REM) il cervello fatica moltissimo a gestire informazioni simboliche precise e stabili, come numeri, testi scritti, orologi analogici o digitali. Guardare un orologio in sogno di solito produce effetti strani: le cifre cambiano continuamente, l’ora è impossibile o incoerente, se si distoglie lo sguardo e lo si riguarda, l’ora è diversa, l’orologio si “sfalda” o diventa illeggibile.

Questo succede perché l’area del cervello che gestisce logica, sequenze e controllo del tempo (corteccia prefrontale) nei sogni è poco attiva ed è quasi impossibile leggere un orologio in modo coerente e stabile. Proprio per questo nei sogni lucidi si usa il famoso reality check: Guardo l’orologio → distolgo lo sguardo → lo riguardo. Se cambia, sto sognando. Alcune persone molto allenate nei sogni lucidi riescono a leggere l’ora, ma spesso è più una percezione che una vera lettura numerica e c’è di più! I testi scritti sono ancora più faticosi degli orologi da leggere!

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Il sogno lucido non è quindi un fenomeno esoterico, né un superpotere. È una modalità della mente. Può essere uno spazio narrativo straordinario. Ma, come tutti gli spazi potenti, richiede misura. Ascoltare il proprio sonno non significa rinunciare alle storie. Significa permettere alle storie di durare nel tempo.

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