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“Loro temono ciò che non conoscono e distruggono ciò che temono.”

Memorie dal Buio – Ucronia – Epilogo

da | Ago 26, 2026

EPILOGO – I Vampiri complottano da sempre per mantenere in schiavitù gli umani e nutrirsene come bestie d’allevamento. Per un vampiro, qualsiasi umano è solo una preda, cibo.

21 giugno 2015 – Oceano Atlantico, 30° meridiano Ovest, Equatore

La Hermon mise in folle i motori nel mezzo dell’Oceano Atlantico e le navi satellite la affiancarono, restando in attesa.

Piccole lance portarono i maghi in mezzo al mare oscuro, dove la luce delle sole stelle faceva brillare le piccole creste delle onde, creando un enorme cerchio di fragili imbarcazioni illuminate solo da poche candele e torce.

Novantanove di loro, i più capaci e forti, presero posto in un primo cerchio di barche mantenute a un centinaio di metri l’una dall’altra, lungo una circonferenza ideale.

Altri venti adepti tra maghi umani e vampiri costituirono un secondo cerchio dietro di loro e, su una lancia in disparte, un gruppo di maghi druidi e sciamani licantropi attendeva immobile.

Evocatori, maghi da battaglia, elementalisti, tecnocrati e necromanti tacquero e chiusero gli occhi, cercando, ognuno col suo modo personale, la concentrazione per il grande Rituale Maggiore.

La notte era limpida e la Via Lattea si snodava come un nastro d’argento nel cielo privo di luna, in un buio assoluto rotto solo dalle tremule gocce di luce delle torce e dal loro riflesso sulle placide onde.

Il primo celebrante iniziò la litania, che gli alisei portarono lontano e, dalla sua mano destra emerse la stringa di potere opalescente che corse dritta come un laser alla mano sinistra di un altro celebrante, distante quattro posizioni dal primo.

Questi riprese la litania e offrì la medesima stringa bianca al terzo coinvolto, saltando altri quattro celebranti per legarsi al quinto di essi.

Ogni celebrante prendeva la luce dalla mano sinistra e la restituiva con la destra, mirando al mago che aveva alla propria destra, saltandone sempre quattro.

In breve l’energia arrivò al celebrante esattamente a destra del primo che la mandò a quello a destra del secondo e così via per il secondo giro, poi per il terzo e il quarto.

La litania cresceva in intensità, il disegno prendeva forma sulla superficie dell’oceano come una cornice bianca dai riflessi multicolore, mentre l’acqua al suo interno ribolliva.

Quando il sigillo fu completo e l’energia tornò alla mano sinistra del primo celebrante, l’anello venne spinto nelle profondità dell’oceano e illuminò le acque di crepitanti lampi caotici.

La sagoma di una megattera con il suo piccolo venne disegnata da una scarica, un banco di tonni fuggì di nuovo nel buio, mentre la luce si affievoliva, man mano che l’anello raggiungeva gli abissi.

Il riflesso delle torce tornò a disegnare lame di luce sulle acque placide, poi il mare prese a sollevarsi come in un gigantesco geyser; i primi maghi, esausti, indietreggiarono e il secondo cerchio di maghi umani e maghi rossi vampiri tese le mani in una semplice cupola, contenendo gli tsunami che, dal centro dello sconvolgimento geologico, minacciavano di espandersi verso le coste abitate dei continenti.

L’acqua divenne bianca di bolle, battendo rabbiosa contro le pareti della protezione magica e, quando si acquietò, rimase solo un cono di schiuma dritto verso il cielo, che scendeva di nuovo in mare accarezzando le pendici di un nuovo monte di lava.

Man mano che nuova terra fusa usciva dal cono vulcanico e si raffreddava in mare, in un crepitare di vapori venefici, la nuova isola cresceva allargandosi fino a comprendere tutto l’anello creato dai primi novantanove maghi e ben oltre esso.

Le acque si calmarono e il vulcano prese a eruttare pacificamente, con il rosso brillante della lava che colava dalle neonate pendici, allargando l’isola, mentre le piccole imbarcazioni si allontanavano e tornavano alle varie navi.

*

«E ora non resta che rifarlo ancora e ancora», disse Etienne Corday, fissando il monte di lava nera dal ponte superiore della Hermon. «Viaggeremo verso nord, fino a terminare l’arcipelago previsto in questo emisfero. Dieci isole, dal Circolo Polare all’Equatore. Tutti gli ecosistemi possibili e poi potremo accogliere anche gli altri umani che stanno facendo richiesta di vivere con noi.»

Sulla terra scura ancora fumante sbarcarono i druidi e gli sciamani licantropi e il vampiro si voltò per parlare: «Inizieranno subito la terraformazione. Entro un paio di giorni potremo piantare gli alberi di questo ecosistema. Abbiamo cambiato la geografia del globo», mimò un sospiro rassegnato. «Ora dovrò andare a preparare una dichiarazione per il mondo. Venite anche voi?»

«No», rispose Samael, «io e Veronika resteremo qui a guardare lo spettacolo.»

Il vampiro indossava la sua candida divisa da Giudice, con la fusciacca rossa in vita e il turbante sul capo, ma il volto era libero, non nascosto; aveva il braccio attorno alla spalla di Veronika, un po’ con affetto, un po’ per reggersi, visto che la gamba destra della tunica sbatacchiava nel vento, priva di sostanza al suo interno dal ginocchio in giù.

«Tua sorella si è ambientata bene?», chiese Etienne a Veronika.

«Sì, grazie Maestro, e grazie di averle permesso di venire sulla Hermon con la famiglia.»

«È un piacere aiutarti, in ringraziamento di quello che hai fatto per noi e per questo incosciente», e voltò gli occhi di ghiaccio verso Samael che fece un sorriso saccente.

La donna chinò il capo, in soggezione davanti a Etienne: «Grazie anche di avermi fatto assistere alla riunione della Gherusia. Non ho detto nulla, ma non ho potuto fare a meno di chiedermi se il potere congiunto dei progenitori e di tutti i soprannaturali non avrebbe potuto… ecco… fare anche altro, tipo cancellare la memoria dei fatti, riportarci alla notte prima della rivelazione e permetterci di vivere ancora nella calda sicurezza dell’ignoranza.»

«Forse avremmo potuto farlo, magari con l’aiuto dei celestiali, ma nulla avrebbe garantito una riunificazione del nostro mondo con quello da cui veniva Tessa. Il collasso quantico è qualcosa al di sopra delle nostre possibilità di analisi, previsione o controllo. La decisione che abbiamo preso, quella di terraformare una nuova nazione, forse ci allontanerà da quella fusione, forse la permetterà lo stesso, un giorno, ma noi abbiamo il compito di pensare a chi, ora, si è affidato a noi per sopravvivere e tornare a prosperare e non possiamo farli attendere dinanzi allo specchio di una vita che non possiamo davvero offrire.»

Samael annuì e guardò Veronika: «Andremo avanti secondo coscienza e giustizia, ma prova a pensare a questo… il nostro mondo ha attraversato l’inferno ma ora, per la prima volta nella storia, non ci sono guerre tra umani nel globo. Forse questa volta non ricominceranno a uccidersi per una religione o un confine. Voglio poter sperare almeno questo.»

Etienne gli strinse la mano sulla spalla: «È anche la mia speranza, fratello. Quando avrò finito le riprese passa pure da me, ti serve un altro po’ di sangue immortale per ricreare in fretta anche l’altra gamba», e passò oltre, chiamando Clara accanto a sé, con un gesto imperioso che tuttavia la fece sorridere, nonostante il peso di alcuni componenti elettronici che teneva in mano. «Se continueremo ad accettare richieste, alla fine dovremo fare cambio e tornare noi sulla terra lasciando gli integralisti sulla Hermon», disse il biondo, sparendo nella nave.

Veronika sorrise e guardò il volto di Samael, che fissava muto e serio il nuovo monte sorto dagli abissi: «Ti ringrazio di avermi mostrato questo miracolo. Ora so che effettivamente avreste potuto vincere la guerra, ma non l’avete fatto, non ci avete schiacciati.»

«Tutto è andato bene col Rituale Maggiore, ma io ho ancora addosso una sensazione di incompiutezza, e non solo perché mi manca una gamba. So che abbiamo decapitato una sola delle tre teste e poi… c’è molto di più al di sotto, Tessa ce lo ha lasciato scritto», spostò gli occhi verso il magma, che si rifletteva nelle sue iridi segnate dal medesimo fuoco profondo. «Non mi sento in pace sapendo che non li abbiamo smantellati fino all’ultimo uomo.»

«Potremmo farlo ora. Molti stati hanno preso le notizie di Jubilee e le nostre dichiarazioni filmate e le hanno usate per ripulire i loro territori dalla presenza dei tentacoli della Cerberus. Inoltre l’atteggiamento dei media sta tornando cautamente permissivo coi soprannaturali. Sai, non mi dispiacerebbe tornare sulla terra ferma e finire il lavoro.»

Samael sorrise: «Ci sto, ma fammi almeno ricrescere il pezzo che manca prima!»

Veronika arrossì e il mento tremò nel pronunciare le parole: «Eri ridotto così male dopo l’esplosione, senza gambe, con le braccia che…»

«Non è stata neppure la prima volta», sminuì lui con un cenno della mano.

Veronika trasformò l’arco triste delle labbra in un dolce sorriso: «Hai capito perfettamente cosa intendevo dire. Hai sofferto tanto solo per salvare me. Ti ringrazio anche di questo. Ero pronta a morire, ma sono felice di essere viva.»

«Anche io ero pronto a morire, ma non appena mi sono liberato dalle costrizioni, ho intravisto la possibilità di raggiungerti prima del fuoco e l’ho colta. La bolla protettiva che ho creato ha difeso te, ma non del tutto me. Anche se la cosa davvero indispensabile si è salvata», sorrise sfiorandosi il cavallo dei pantaloni.

Veronika rispose al sorriso e lo aiutò a zoppicare verso le scale che scendevano nel cuore di metallo della gigantesca Hermon.

«Sai quando dicesti che il tuo sogno era divenire come Kabir?»

«Mh mh.»

«Beh, ci sei riuscito.»

Samael chiuse gli occhi e annuì, grato.

Veronika si voltò solo un attimo a guardare l’isola: «Come la chiamerete?»

«Mh. Atlantide?»

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