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Negli anni ’80 i Righeira cantavano “L’estate sta finendo, un anno se ne va…” sottolineando come la percezione dell’anno cambi prima o dopo le ferie, specie se si è studenti e si vede il tempo della scuola dilatarsi come un gorgo scuro e quello delle ferie una piccola parentesi di felicità. Abbiamo superato la boa di metà Agosto e qualcuno già inizia a tornare a casa e a pensare ai nuovi progetti, ma io continuo a estrapolare dalla pagina Scrittori in Gioco di Facebook, i contributi di chi ha giocato con me all’intervista doppia. Oggi ospitiamo Alessandro e la sua creatura, Erica. Intanto godiamoci la presentazione del libro da parte dell’editore.
Alessandro Maxia giunge al lettore con questo libro;
un’opera molto matura ed avvincente, da lui stesso cesellata
finemente nel corso del tempo.
Alessandro sa come affascinare il lettore: le righe scorrono
fluenti e incuriosiscono; si è deliziati dalle parole; la mente
spazia e fantastica; i misteri ci tengono incollati fino
all’ultimo foglio.
Chi ha amato i classici ottocenteschi amerà questo libro.
Ringraziate questo autore di “altri tempi” facendo una bella
recensione, contattatelo, e sostenetelo: se lo merita.
Io, personalmente, ho adorato leggere quest’opera e ve la
consiglio vivamente.
Nicola Bergamaschi
Fondatore – Edizioni We
Foto dal Web Ciao, come ti chiami?
Autore: Salve a tutti, mi chiamo Alessandro
Personaggio: Ciao, mi chiamo Erica
Dove vivi?
Autore: in provincia di Cagliari
Personaggio: Cagliari
Qual è la tua professione?
Autore: Scrittore (mi auguro, perlomeno, che diventi una professione)
Personaggio: per ora non lavoro, studio all’università
Qual è la professione dell’altro?
Autore: Erica è una studentessa universitaria di ingegneria
Personaggio: chi lo conosce? Dice di essere uno scrittore, sarà vero. A meno che non se lo sia inventato, allora…
Ti piace come sei?
Autore: fisicamente non molto, caratterialmente di più
Personaggio: certi giorni mi trovo uno schifo, altri giorni posso quasi dire, quasi, di essere contenta di come sono
Cosa cambieresti di te stesso?
Autore: il fisico, ma sarà dura
Personaggio: fisicamente? Dovrei perdere qualche chilo, mamma mia. Il carattere no, mi piace, non vedo niente da cambiare. Forse certe mie abitudini… ma ormai ci ho fatto, appunto, l’abitudine
Cosa cambieresti dell’altro?
Autore: è troppo acida
Personaggio: la faccia, mamma mia, ma cos’è?
Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
Autore: continuare a scrivere e pubblicare
Personaggio: beh, lavorare dopo gli studi, visto che mi sto facendo un mazzo tanto!
Cosa rimpiangi del passato?
Autore: la semplicità della vita
Personaggio: alcune occasioni che ho perso… vabbè, sono andate, non voglio pensarci
Raccontaci una memoria, un ricordo che ti è particolarmente caro.
Autore: ho incontrato uno dei miei più cari amici all’università, quand’ero matricola. Che felice incontro
Personaggio: ho conosciuto Barbara e le altre anni fa, a un concerto. Ridevamo come pazze e non sentivamo un tubo di quelli che suonavano. Troppo bello
Qual è la scena più bella del racconto che hai scritto/interpretato?
Autore: forse la scena del mare (non anticipo nulla)
Personaggio: io non interpreto, io vivo! Comunque, mi è piaciuto molto quando ho dato l’esame e l’ho passato
Di’ qualcosa di cattivo all’altro!
Autore: basta col tuo acidume! Sei spietata!
Personaggio: ma ti sei visto?
Ora invece qualcosa di carino all’altro!
Autore: comunque ti adoro
Personaggio: dicono che tu mi abbia creato, mah. Comunque grazie… almeno sei gentile e non mi hai resa un mostro
E in ultimo qualcosa ai lettori:
Autore: se leggerete questo racconto e gli altri, ne sarò felice
Personaggio: siete interessati alle mie vicende? E allora leggetemi! Sono sicura che ne rimarrete colpiti… e magari direte: “Ma sta parlando di me!” come in quel famoso meme.
Troverete Erika nella raccolta: “5 racconti fantastici e del mistero” a questo link!

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Il viaggio più interessante lo facciamo dentro noi stessi. Qui nascono infiniti mondi fantastici, qui germinano incubi distopici, qui trovano sedimento e nutrimento quei pensieri marci e malati che si affastellano nella mente, che metastatizzano dietro le palpebre serrate. Accettare di seguire un autore che annuncia un viaggio simile, è un azzardo che richiede coraggio, perché non sapremo mai in quale terrore può tumularci. Iniziamo a conoscere dunque Max Zocca dalla quarta di copertina del suo romanzo d’esordio.
“La cosa peggiore che può accadere non è perdere la ragione, ma ritrovarla…”
In una Milano dark, un turbinio di introspezioni vi porterà ad essere spinti in un vortice di elucubrazioni mentali tali da farvi confrontare con reali problemi creati da questa società malata. Noi siamo reali o siamo solo una macchinazione del subconscio? Il sottile filo divisorio tra finzione e realtà sta per essere messo in discussione. Stati di alterazione ci prende per mano e ci trasporta lungo una spirale di follia e raziocinio, facendoci condurre da un cerimoniere a metà strada tra il criminale e il giustiziere, capace di azioni deplorevoli come di slanci di generosità grotteschi.
Leggere questo libro significa immergersi nelle pieghe più recondite della mente, sperando di uscirne illesi.
Foto dal Web Ciao e benvenuto nel Blog di memorie dal Buio. Rompiamo il ghiaccio con una presentazione. Raccontaci di te e come sei giunto ad essere scrittore.
Buongiorno! Sono Max Zocca, e sono un autore esordiente. Abito da sempre nell’hinterland milanese, e adoro a tal punto la mia città, da parlarne assiduamente nei miei racconti. Son giunto alla decisione di diventar scrittore, spinto da amici che si sono appassionati notevolmente ai miei scritti.
Parlaci del tuo lavoro, che generi scrivi, come preferisci pubblicare?
Il mio primo libro, “ Stati di alterazione “, l’hanno definito thriller psicologico, ma a mio modesto avviso, dato i numerosi spunti offerti durante la lettura, potrebbe abbracciar più generi. Ho scelto di pubblicare in self publishing, consigliato da un amica scrittrice.
Ora una domanda apocalittica! Perché scrivi?
Scrivo per cercar di donar emozioni e riflessioni. Adoro sentir parlare dei miei scritti, perché a quanto sembra, riesco a coinvolgere il lettore a tal punto, da costringerlo molte volte a soffermarsi per porsi domande introspettive, in un eterno confronto con la società moderna.
Il Blog come vedi si occupa di storia, passato, ricordi e memorie. Quanto sono importanti per te e come traspaiono nel tuo lavoro? Vi attingi spesso?
Non riuscirei minimamente a non coinvolgere nei miei scritti, le numerose esperienze fatte nella mia vita. La vita stessa se vissuta in maniera profonda, risulta essere un racconto unico ed irripetibile, ed anche i personaggi incontrati lungo il nostro cammino, possono di certo arricchire la nostra trama personale.
Qual è la tua fonte di ispirazione?
La mia Milano, con i suoi pregi e difetti, è costante fonte d’ispirazione. Anche il decino della società moderna ovviamente risulta essere pregna di spunti.
Quando e come scrivi? In che luogo, con che sottofondo, a che ora del giorno?
Non esiste un periodo della giornata adatto per scrivere, quando vengo colto da ispirazione, il mio fido cellulare è pronto a trasformarsi in un contenitore adatto nel conservare mille pensieri ed emozioni, che verranno in seguito elaborati in un contesto più ampio. La musica è parte fondamentale della mia scrittura, al punto che in “ Stati di alterazioni “, viene menzionato brano e gruppo che in quel momento il soggetto principale sta ascoltando.
Raccontaci il momento catartico, il più importante che serbi nel ricordo del processo di scrittura del tuo lavoro.
Son certamente di più a mio agio nello scrivere quando il mio animo rasenta la depressione, solamente in quello stato riesco facilmente a descrivere pensieri ed elucubrazioni tali, da far immergere i “ Miei “ Beta Reader nei miei personalissimi viaggi introspettivi. Le reazioni che riesco a scaturire, mi danno sempre nuova linfa per continuare a scrivere.
Parlaci di un libro che è stato importante per te in passato.
Da sempre apprezzo gli scritti di Edgar Allan Poe, ma quello che mi ha più sconvolto è “ Spider “ di Patrick McGrath, portato sul grande schermo da David Cronenberg. Adoro gli scritti che possono incutere timore, raccontando ciò che potrebbe accadere a chiunque di noi. La realtà attuale potrebbe esser più vicina ad un thriller e a un horror, più di quanto pensiate.
Come scegli le copertine dei tuoi lavori?
“ Stati di alterazione “ è un libro diviso in tre atti. Essi si possono leggere singolarmente ed avere un senso, mentre letti insieme si ha un quadro preciso del messaggio dato. Cosa particolare è il fatto che sono cronologicamente intercambiabili, e addirittura, il racconto stesso può definirsi “ Circolare “. La copertina è un insieme dei tre racconti, e ad inizio atto, si può visualizzare parte del disegno attribuito che compone l’insieme iniziale.
Dei tuoi personaggi, ce n’è uno che possa essere lo specchio del vissuto, della sapienza e delle memorie?
Per far immergere il lettore nei miei scritti, ho scelto di scriver in prima persona. Addirittura, questo risulta non aver nome per facilitare l’identificarsi con lui. Inoltre il soggetto, vive una quotidianità che rasenta la noia esistenziale, quindi un vissuto che può abbracciar chiunque. L’esperienza accumulata nel vivere “ la strada “ gli permette di sopravvivere a questa società privi di ideali veri. La storia e le curiosità della città di Milano fanno il resto.
Hai voglia di condividere un ricordo particolare della tua vita che possa aiutarci a capire il tuo lavoro nella sua completezza.
Non è un ricordo, ma è il viver la propria vita in maniera passionale. Noi stiamo scrivendo un libro in maniera quotidiana, cerchiamo di ricordarcelo, e vivremo attimi, o come dico io “ camei “ indimenticabili, degni d’esser trasformati in romanzi.
Hai consigli per i nuovi scrittori emergenti?
Cercate di coinvolgere il lettore fin dalle prime righe del vostro racconto. Attiratelo dentro nel vostro scritto. Fatelo pensare, riflettere su ciò che lo circonda, e su ciò che legge. Rendete il vostro romanzo un film da leggere. Siate originali
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Mi auguro prima della fine del 2023, di mettere on line il mio secondo lavoro: “ La vita della morte, la morte della vita “. Un racconto completamente differente dal predecessore, ma mi auguro ovviamente sia profondo e coinvolgente come il primo.

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Laddove molti saranno in ferie, alla vigilia di ferragosto, noi ci trasferiamo a New York per scoprire la vita e i pensieri di un ragazzino come tanti, forse, in questa intervista doppia, come sempre tratta dalla pagina facebook “Scrittori in Gioco”. A voi la quarta di copertina!
Romanzo davvero dalle mille sfaccettature, passiamo da un racconto che sembrerebbe di vita quotidiana di un ragazzo come tanti, a una sorta di thriller dagli sfondi drammatici, fino ad arrivare a una conclusione che lascerà spazio a delle forti emozioni.
Un finale inaspettato che lascerà di stucco, ma che farà anche riflettere su quelle che sono le problematiche legate ai disturbi psichici, ai cosiddetti scheletri nell’armadio e alla difficoltà a volte di lasciar andare quelle parti interiori che tormentano le nostre vite.
Una visione reale di una vita dura, tanta forza per superare l’insuperabile, un’avventura che farà riflettere ed emozionare.
Una lettura davvero piacevole, non si vorrebbe certamente mai lasciare il libro, ogni capitolo ci porta a leggere il successivo per comprendere come finirà la storia di questo ragazzo tanto difficile quanto fragile.
Foto dal Web Ciao, come ti chiami?
Autore: Nicoletta Bosio, Nico per gli amici.
Personaggio: Alexander Manning, ma preferisco Alex
Dove vivi?
Autore: a Mantova
Personaggio: a New York, Manhattan
Qual è la tua professione?
Autore: editor
Personaggio: sono troppo giovane per lavorare, sono uno studente delle superiori
Qual è la professione dell’altro?
Autore: nessuna, è un ragazzino arrogante
Personaggio: una che si crede di aver capito tutto di me, quando neanche gli psichiatri ci sono riusciti
Ti piace come sei?
Autore: A volte sì, a volte no
Personaggio: certo, sono più intelligente della media e questo mi rende migliore degli altri
Cosa cambieresti di te stesso?
Autore: il mio carattere
Personaggio: i miei genitori
Cosa cambieresti dell’altro?
Autore: Alex, se potessi ti renderei meno fragile, ti senti tanto grande ma sei un uccellino caduto dal nido
Personaggio: il senso di protezione che ha nei miei confronti. So cavarmela da solo, io… Forse.
Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
Autore: finire l’ultimo libro iniziato
Personaggio: accettare me stesso sarebbe già un primo passo
Cosa rimpiangi del passato?
Autore: la spavalderia che avevo da ragazza
Personaggio: niente, il mio passato fa schifo
Raccontaci una memoria, un ricordo che ti è particolarmente caro.
Autore: è legato a mio marito. Prima che ci mettessimo insieme frequentavamo lo stesso locale. Una sera lui è andato via presto per accompagnare a casa la sua ex ragazza, ma dopo meno di un’ora l’ho visto tornare, e ho capito che era tornato per me.
Personaggio: quando il mio amico cavallo Snowhite si è lasciato cavalcare da un cittadino come me. Da lì è nata la nostra amicizia, perché anche lui è un essere superiore
Qual è la scena più bella del romanzo che hai scritto/interpretato?
Autore: il momento in cui Alex si lascia commuovere da un regalo fattogli da una bimba indiana
Personaggio: quale romanzo? Questa è la mia vita, e fa schifo dall’inizio alla fine, a parte Elly (la mia sorellina).
Dì qualcosa di cattivo all’altro.
Autore: sei solo un ragazzino arrogante e spocchioso
Personaggio: e tu sei una che crede di conoscermi e di avermi inventato, invece sei una mediocre come gli altri
Ora invece qualcosa di carino all’altro.
Autore: sei un essere fragile e delicato: impossibile non amarti
Personaggio: beh dai, in fondo hai cercato di essere gentile con me, ti perdono
E in ultimo qualcosa ai lettori.
Autore: parlare di questo romanzo non è facile perché è molto complesso, ma se doveste avere voglia di leggerlo capirete le mie risposte
Personaggio: vabbeh, sembra che la Nico abbia scritto la mia storia. Non so se ne esco bene o male, ma mi ha descritto minuziosamente, e anche quei due coglioni dei miei genitori. Con Elly poi è stata proprio brava, lei è veramente l’angelo che descrive. Tutto sommato è una bella storia.
Potete leggere la storia di Alex nel libro Alex, ovvero Alexander Manning, disponibile su Amazon!

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Foto dal Web Considerando che era il primo libro del genere steampunk che leggevo, ho iniziato il romanzo con una certa diffidenza per una categoria di romanzi avventurosi che non mi è propria, pur avendo apprezzato film e serie tv a tema steampunk come Carnival row, oltre all’ambientazione di Assassin’s Creed Syndicate. La mia diffidenza era pungolata poi dal fatto che si trattava del terzo libro di una saga e che non avevo letto gli altri due, ma sono rimasta piacevolmente stupita fin dalle prime battute. Vediamo insieme l’analisi del romanzo!
Innanzitutto, il fatto di aver iniziato con il capitolo finale non è stato affatto penalizzante, perché la ripresa dei concetti dei vecchi romanzi è stata delicata, mai subissante o infarcita di “infodump” o di accenni antipatici tipo “comprate anche quelli!” e questo è stato un punto a favore fin da subito.
I protagonisti, i fratelli Hoyt Nicholas e Melinda, appaiono già dalle prime righe nei loro caratteri ben definiti e nei loro ruoli all’interno del sodalizio familiare, anche se la genialità di Melinda, che si intuisce dalle lodi degli altri personaggi, non viene messa davvero in risalto in questo capitolo.
Nonostante Nicholas, parlando con Holmes, faccia intuire che lei sia ancora meglio di Sherlock, in quanto sa essere geniale anche senza cocaina e oppio, non si vedono davvero esempi di questa genialità.
I comprimari sono anch’essi ben delineati e trovano la giusta collocazione nell’armonia del romanzo nonostante l’accenno alla loro presenza nei precedenti romanzi sembri giustificare lo scarso approfondimento delle loro psicologie, figure e motivazioni. Ravviso infatti una volontà evidente a tralasciare la descrizione dei personaggi e dei luoghi e a mantenere il dettaglio più fumoso, riservando le parti “lente” di ambientazione allo stretto necessario, in virtù delle parti più dinamiche e aggressive.
Sulla parte meccanica, colonna portante del genere steampunk ho “spottato” alcune situazioni impossibili, ma suppongo facciano parte del “pacchetto steampunk” e che debba adottare quella sospensione della credulità che viene richiesta anche in molti fantasy. In ogni caso, nonostante la presenza di armature potenziate e carrozze a vapore, di armi particolari e veicoli volanti, l’aspetto ingegneristico e meccanico è suggerito, ma non approfondito e questo elide ogni altro errore che un purista come me andrebbe a rilevare.
In tutta onestà, mi va bene così, non sento la mancanza di un trattato di “meccanica razionale” sui marchingegni che fanno parte delle possibilità scientifiche del romanzo.
Veniamo alla trama, che non contiene innovazioni letterarie, ma si presenta piacevole pur nella sua semplicità: si tratta della lotta dei protagonisti contro il nemico di sempre e la necessità di riabilitare il proprio nome in una corsa contro il tempo tra tradimenti (veri o fittizi), trappole e intrighi familiari. Si percepisce la chiusura di un filone narrativo che tralascia un po’ la parte di investigazioni, per concludere lunghi archi narrativi della trilogia. Sicuramente errore mio è non aver iniziato col primo libro.
Il punto di vista rimbalza su tre fronti e devo dire che una grossa pecca l’ho trovata nel seguire la linea temporale, perché uno dei fronti è contemporaneo (i due fratelli Hoyt), uno è qualche anno o mese prima (le azioni dei Crimson Knights) e il terzo è addirittura vent’anni prima (il rapimento della sorella maggiore, Emma Hoyt). Ciò che catapulta il lettore in una o nell’altra linea è la localizzazione e la data che si trova in cima al capitolo. Bisogna quindi fare molta attenzione a quelle date, anche se poi si entra nella dinamica e il problema sparisce.
Dal punto di vista stilistico, il romanzo è ben curato, non contiene refusi o errori e lo stile di scrittura è davvero piacevole, scorrevole e riesce ad agganciare il lettore e a tenerlo incollato alle pagine. Il che non è da tutti i romanzi, neanche quelli di autori blasonati.
In buona sostanza, un gran bel romanzo che mi ha dato soddisfazione nella lettura, emozioni e suggestioni che resteranno nella memoria. Consigliato senza dubbio anche a novizi del genere come me!
COME LEGGERLO:
Luogo: Londra, nella sua parte più vittoriana
Tempo: autunno nel periodo di halloween
Sapori: earl grey tea e sandwiches del five o’clock tea
Profumi: olio lubrificante per ingranaggi
Musica: lunghe sequenze steampunk per trovare l’atmosfera

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Nel cuore caldo dell’estate a giocare è un’autrice che si occupa di sentimenti di coppia, ed ecco la sua quarta di copertina!
Un lui e una lei. Un matrimonio combinato tra un uomo di quarantadue anni e una ragazza di ventinove; tra un vedovo amareggiato e disilluso e una donna con poca esperienza, bella, ricca, esuberante e dalla vitalità contagiosa; tra un uomo che ha giurato di non sposarsi più e tenere lontano da sé le donne e una ragazza con una opinione non proprio esaltante degli esponenti dell’altro sesso. Un ménage frizzante e sui generis. Un confronto originale tra maschile e femminile. Uno spaccato ironico e divertente del rapporto di coppia.
Foto dal Web Ciao. Come ti chiami?
Autore: Fabiola
Personaggio: Sara
Dove vivi?
Autore: Roma
Personaggio: Roma
Qual è la tua professione?
Autore: Ottico
Personaggio: presidente della fondazione “Sarà for children”
Ti piace come sei?
Autore: moltissimo
Personaggio: insomma…non quando reagisco con irruenza.
Cosa cambieresti di te stesso?
Autore: lavoro
Personaggio: aspetti della mia natura quali l’impulsività e l’irruenza.
Cosa cambieresti dell’altro?
Autore: l’eccessiva emotività
Personaggio: il suo razionale approccio alla realtà.
Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
Autore: pubblicare gli altri romanzi della saga di Sara.
Personaggio: convincere il mio lui a licenziarsi e aprire un’agenzia investigativa.
Cosa rimpiangi del passato?
Autore: essere tornata alla scrittura soltanto sette anni fa e non averlo fatto prima.
Personaggio: non aver dichiarato i miei sentimenti a chi amavo.
Racconta una memoria, un ricordo particolarmente caro.
Autore: aver conosciuto lo scienziato Pontecorvo.
Personaggio: la mia prima volta con il mio lui in una grotta.
Qual è la scena più bella del romanzo?
Autore: Sara alle prese con il malore improvviso del suo lui.
Personaggio: tutte le situazioni in cui con ironia sfido il mio lui.
Di’ qualcosa di cattivo all’altro!
Autore: piagnucolosa e viziata.
Personaggio: cicciona.
Ora invece qualcosa di carino all’altro!
Autore: bellissima.
Personaggio: sensibile ed intelligente.
E in ultimo qualcosa ai lettori
Autore: spero abbia solleticato la vostra curiosità tanto da desiderare di fare la conoscenza di Sara.
Personaggio: quando ci incontreremo?
Se vi piace la narrativa sentimentale e il romance, troverete il romanzo Un anno, una vita: il ritorno di Sara su Amazon a questo link!

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Foto dal Web Fare la recensione di un libro che mi è piaciuto è molto semplice, farla di un libro difficile da digerire, senza per questo offendere nessuno, è una sfida. Purtroppo se un libro non mi è piaciuto, non è da me fingere che sia un capolavoro, ma cercherò di descriverlo in maniera obiettiva, in modo da farne un’analisi costruttiva.
Ho letto Emma per curiosità, essendo stato pubblicato dalla direttrice della casa editrice con cui ho pubblicato Memorie dal Buio – La bestia, nel 2018. Le nostre strade poi si sono divise per divergenza di opinione sulla gestione del prodotto, ma mi è sempre rimasta la curiosità di leggere altri romanzi dell’editore.Avevo acquistato Emma già nel 2018, ma c’erano stati problemi nello scaricarlo e così il file si era corrotto e non avevo potuto recuperare i soldi; così, quando la DarkZone ha reso possibile scaricare i romanzi gratuitamente in epub, ne ho approfittato, scegliendo i testi che più mi avevano intrigato in quegli anni.
Ed eccoci a Emma, la storia di una ragazza che scopre di avere poteri straordinari, essendo un ibrido tra un vampiro e una strega. Nonostante non mi scandalizzi per il concetto di ibrido razziale, visto che ci ho costruito tutta la saga di Memorie dal Buio, da Cécile, a Sarah, a Tessa (e tutte quelle che verranno in futuro e ancora non conoscete), quello che mi ha fatto storcere il naso è l’attribuzione all’eroina di tutte le virtù della MarySue e neanche un difetto. La protagonista viene presentata come salvatrice o distruttrice del mondo, tutto dipende da lei, ma è buona, bella e forte (anzi buonissima, bellissima e fortissima, vedremo dopo il perché della precisazione) e quindi sceglierà la strada del bene… Ça va sans dire…
Emma va man mano scoprendo i suoi poteri quando si “attiva” la sua condizione e lei si trova a combattere la sua natura sanguinaria di vampiro in una sola notte (ma lei è fighissima) e poi ad armonizzarla con quella da strega, nonostante, manco a dirlo, le due razze e le due nature siano incompatibili, per lo meno per tutti, tranne che per Emma. Viene inoltre tratteggiata come eroina “arrivata”, che non ha altre sfide di crescita se non il suo iniziale adattamento al risveglio della sua condizione, non ha difetti e i suoi “colpi di testa” sono sempre controllati e controllabili e, in poche settimane, raggiunge l’apice della sua maturazione.
Quando capiscono che il risveglio della sua duplice natura è imminente, gli amici di sempre, fedeli, senza macchia e senza paura, la portano a Praga, nella villa di famiglia dove si innamora del vampiro bello e forte (anzi, bellissimo e fortissimo), Gabriel, che però la tiene alla larga per paura di prenderci troppo gusto a ciucciarle il sangue. Sentivamo la mancanza di queste scuse patetiche, ma comunque questa non è la peggiore delle situazioni.
L’ennesimo cliché sta nel nemico che la odia a prescindere, manco gli avesse stirato il gatto facendo manovra, e che ricatta il bel tenebroso vampiro con la minaccia di usare l’unica arma in grado di uccidere Emma.
Eh sì, perché Emma è anche assolutamente immortale, imbattibile e fa il culo a chiunque (furbissima, imbattibilissima, immortalissima!), ma Gabriel accetta di diventare il toyboy della nemica giurata, pur di tenere al sicuro la sua amata, dopo averla aperta come un tacchino a Natale per un’unica notte di passione. E anche qui, dopo il sesso gli amanti vengono separati, come nelle migliori trame di successo.
Di questa notte di passione però vediamo solo una pomiciata iniziale e “fu notte e fu mattina”, ma ci sta eh, se uno non sa scrivere la parte erotica senza ricadere nel porno volgare, nel trattato di anatomia o nel romanzo Harmony, fa bene a sorvolare sull’accoppiamento, lo apprezzo molto!
Qualche colpo di scena piazzato qua e là fa dire “Ok, questo spiega l’assurdo”, ma non voglio spoilerare, dico solo che i gatti ci stupiscono sempre e descrizioni scorrevoli dell’ambiente rendono abbastanza chiaro ed evidente il contesto.
Il problema del testo però, sono i refusi, che spero vivamente siano causati dal fatto che quello scaricabile fosse un file anteriore al “Visto si stampi”, considerando che non aveva nemmeno una copertina. In ogni caso, i refusi ci sono e vanno da errori da correttore di bozze a veri errori grammaticali e di impaginazione che urtano la lettura.
Un altro problema che mi ha reso indigesto il libro è lo stile di scrittura, molto acerbo, infarcito di superlativi assoluti che miravano a sottolineare a ogni pié sospinto quanto i protagonisti fossero bellissimi, fichissimi, fortissimi, potentissimi, velocissimi, sapientissimi, generosissimi eccetera.
Il tutto rende il libro una minestra già assaggiata, figlia dell’esempio narrativo della Rice, ma priva del fascino speziato “po-boy” della sua prosa. Tra l’altro è il primo di una serie e ha un finale aperto con una vittoria e un lieto fine solo parziali.
E’ un romanzo che tuttavia ha collezionato buone recensioni, sincere o figlie dell’adulazione che siano e che vedo adatto ad adolescenti sognanti senza la pretesa di trovare un testo corposo e intellettualmente impegnativo.
COME LEGGERLO:
Luogo: in una baita di montagna in mezzo ai boschi
Tempo: inverno, vicino a Natale
Sapori: tisana di melissa
Profumi: candele di cera d’api
Musica: canti in gaelico, in particolare ho scelto Breisleach di Capercaillie per la sua atmosfera onirica

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Siamo ormai nel cuore dell’agosto e le interviste doppie che nascono dai post della pagina di Scrittori in gioco sono molte. Oggi ci trasferiamo a New York per seguire il thriller psicologico che vede un investigatore a caccia di un serial killer. Godiamoci la quarta di copertina!
New York, 2011. Il detective Ray Hayes viene buttato giù dal letto dal suo partner, Roger Donovan: in uno squallido edificio è stato ritrovato il cadavere di una donna, insieme a un misterioso biglietto con la parola “quattro”. Per Ray comincia una difficile indagine, scandita da incubi post-traumatici e dissociazioni, ma anche dall’eco di Julia, la donna che ama, scappata a Philadelphia senza dare spiegazioni. Il tutto mentre il numero delle vittime continua a salire, senza che Ray abbia idea di che cosa indichino quei biglietti e quei numeri. I detective seguono diverse piste che si rivelano inconcludenti: l’assassino tesse la tela di una vendetta che affonda le radici in un passato lontano, si insinua nell’intimità dei rapporti, sfaldando la fiducia e portando Ray sull’orlo di una psicosi. Forse solo una giovane agente, con un velo di tristezza negli occhi e un forte senso di giustizia nel cuore, riuscirà ad aiutarlo nell’indagine più impegnativa della sua carriera, salvandolo a un passo dal baratro.
Foto dal Web Ciao, come ti chiami?
Personaggio: Ray Hayes
Dove vivi?
Autore: provincia di Cosenza ma sono nata e cresciuta in Sicilia
Personaggio: New York
Qual è la tua professione?
Autore: insegnante di matematica al superiore
Personaggio: sono un detective della polizia di New York
Qual è la professione dell’altro?
Autore: È un poliziotto, il miglior poliziotto che abbia mai conosciuto.
Personaggio: fa di tutto e mi sa che fa tutto male. Scrivere compreso. Troppo lenta per i miei gusti e i miei ritmi.
Ti piace come sei?
Autore: No, ci sono troppe cose che vorrei cambiare.
Personaggio: Sì, in fin dei conti non mi ha descritto male. Abbastanza aderente alla realtà.
Cosa cambieresti di te stesso?
Autore: Tante cose, troppe per poterle elencare qui.
Personaggio: alcuni aspetti del mio carattere, a volte sono troppo impulsivo e per un poliziotto non è una buona cosa.
Cosa cambieresti dell’altro?
Autore: In realtà niente, mi piace così com’è.
Personaggio: Vorrei farle cambiare alcuni aspetti della sua mentalità. Non deve sempre prima pensare agli altri, al dovere e poi a se stessa… e a me! Ogni tanto potrebbe mandare il resto del mondo a quel paese e dedicarsi di più a ciò che le piace fare, cioè stare con me! ahahaha
Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
Autore: mi piacerebbe scrivere ancora tante storie con i personaggi che amo, farli conoscere in giro.
Personaggio: continuare a fare il mio lavoro, possibilmente sempre meglio, perché nel mondo c’è tanto bisogno di giustizia.
Cosa rimpiangi del passato?
Autore: alcune scelte
Personaggio: non aver capito alcune cose o averle capite troppo tardi. E non aver avuto il tempo di fare e dire ciò che avrei voluto.
Raccontaci una memoria, un ricordo che ti è particolarmente caro.
Autore: a parte alcuni momenti personali e familiari, ricordo con particolare emozione il momento in cui ho aperto la scatola spedita dalla mia casa editrice e ho potuto tenere in mano, per la prima volta, il mio libro. Stentavo a crederci che fosse lì, che fosse reale e per diversi giorni, ogni volta che lo guardavo, dovevo aprirlo e leggere qualche riga per tornare a crederci.
Personaggio: ogni momento che ho avuto la fortuna di vivere accanto a una persona speciale, che mi ha capito per come sono e mi ha accettato senza mai provare a cambiarmi.
Qual è la scena più bella del romanzo che hai scritto/interpretato?
Autore: sono tante le scene che amo, per un verso o per un altro.
Personaggio: quando mi sono svegliato e l’ho vista.
Di’ qualcosa di cattivo all’altro!
Autore: non potrei mai
Personaggio: è lenta a fare molte cose, soprattutto a scrivere
Ora invece qualcosa di carino all’altro!
Autore: lo adoro così com’è, anche se è scorbutico quando parla di me e con me.
Personaggio: in fin dei conti è una brava ragazza, forse anche troppo e se ne approfittano.
E in ultimo qualcosa ai lettori:
Autore: leggete Gioco mortale, per conoscere Ray e per innamorarvi di lui.
Personaggio: se volete scoprire di cosa è stata capace quella pazza della mia autrice, non potete far altro che leggere il romanzo in cui sono protagonista.
Ed ecco il link per Amazon, su cui è possibile acquistare la versione cartacea, ebook oppure leggerlo con l’abbonamento unlimited.

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Inizia agosto, il mese del sole, delle vacanze e degli ombrelloni al mare. E cosa leggere di meglio se non un romanzo sui sentimenti e la ricerca di sé stessi? Dalle pagine di Facebook del gruppo Scrittori in Gioco oggi estrapoliamo l’intervista doppia tra Anna e la sua Azzurra. Ecco la quarta di copertina!
Azzurra è una giovane donna alla perenne ricerca di sé stessa. Il suo legame con l’amica Anna, con cui si confida e confessa, e il profondo legame con Andrea, la porteranno a cercare le risposte a quelle domande che ha sempre cercato dalla vita e di quei “perché” a cui nessuno ha mai saputo darle risposta. Azzurra inizierà così un viaggio alla scoperta di sé. Il susseguirsi degli eventi la porteranno a scoprire un mondo dove le sembrerà che realtà e fantasia si intrecciano molto spesso. Risveglio è una storia dove i sentimenti vengono raccontati in tutte le loro forme: amicizia, famiglia, amore.
Foto dal Web Ciao, come ti chiami?
Autore: Anna Valente
Personaggio: Azzurra
Dove vivi?
Autore: Napoli, Italia
Personaggio: Ovunque tu voglia stare, ovunque c’è il mare
Qual è la tua professione?
Autore: Aspirante Scrittrice, Esperta Sognatrice
Personaggio: Segretaria
Qual è la professione dell’altro?
Autore: Azzurra è una segretaria con la passione per la scrittura.
Personaggio: Anna è una sognatrice
Ti piace come sei?
Autore: dopo tanti anni, sì, sono il risultato delle mie battaglie
Personaggio: Tu ti piaci?, Azzurra sono io ma anche tante
Cosa cambieresti di te stesso?
Autore: vorrei essere meno sensibile al male del mondo
Personaggio: vorrei smettere di cercarmi
Cosa cambieresti dell’altro?
Autore: nulla, Lei è quello che sono
Personaggio: nulla Lei mi piace per quello che è
Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
Autore: mi piacerebbe poter raccontare il Mondo dentro di Me
Personaggio: smettere di sentirmi diversa, monca
Cosa rimpiangi del passato?
Autore: alcune scelte che mi porto come bagaglio pesante dentro
Personaggio: un passato inesistente
Raccontaci una memoria, un ricordo che ti è particolarmente caro.
Autore: i miei occhi aperti sul mondo e il rendermi invisibile, bramosa di ascoltare e il poco parlare
Personaggio: i miei ricordi che non mi appartengono, non del tutto
Qual è la scena più bella del romanzo che hai scritto/interpretato?
Autore: Amo l’incontro con Andrea, la musica di sottofondo e il suo non dire che dice tutto
Personaggio: tutte quelle non scritte, non raccontate ma percepite
Di’ qualcosa di cattivo all’altro!
Autore: Sei cambiata
Personaggio: Non sei capace di farlo
Ora invece qualcosa di carino all’altro!
Autore: sei un Mondo da scoprire
Personaggio: sei il Mondo che mi ha creato
E in ultimo qualcosa ai lettori:
Autore: La storia di Azzurra non è speciale, è un luogo, un tempo, è qualcosa che se mi darai l’onore di conoscere non ne resterai delusa
Personaggio: Non si cambia, si è solo diversi e qui scoprirai la differenza.
Troverete Azzurra sulle pagine di Risveglio, a questo link!

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Diciottesimo appuntamento con le interviste doppie! Felicissima dell’adesione al gioco apparso sulla pagina facebook di Scrittori in Gioco, oggi vi accompagno a conoscere il lato oscuro del fantasy. grazie a Pierangelo e al suo mondo interiore. leggiamo insieme la quarta di copertina!
Nicola è una brava e creativa curatrice museale dedita anima e corpo al proprio lavoro. Quando ha inizio una serie di inspiegabili morti violente, una sera incontra Ac’hshta ja Gwenga, che lei chiamerà Al, un guerriero arrivato dal passato sotto forma di statua di origine Assira, e il cui compito è quello di fermare un antico e oscuro rituale. Quando i demoni generati dall’ondata di morti violente e le creature infernali evocate cominceranno a imperversare nella tranquilla cittadina di Suthbridge, si unirà a loro Robert, ex marine e ora sergente della polizia locale. Sarà in questa eterna lotta tra il bene e il male che la giovane ragazza, emotivamente bloccata da una profonda ferita, cercherà di ritrovare sé stessa, districandosi tra i sentimenti contrastanti che prova verso i due suoi compagni di avventura, e di fronteggiare il pericolo che incombe sull’intero pianeta.
Foto dal Web Ciao, come ti chiami?
Autore: Pierangelo Soldati, e scusatemi se è poco.
Personaggio: Nìcola Richards, con l’accento sulla i
Dove vivi?
Pierangelo: Castrocaro Terme, adorabile cittadina dove se ti trovi un’auto davanti a centocinquanta metri il commento è: “che traffico stamattina!”
Nìcola: Suthbridge, ridente cittadina sulla costa della California, non distante da Los Angeles. Non cercatela su Google maps: non esiste.
Qual è la tua professione?
Pierangelo: Casalingo e babbo di una peperina di nove anni.
Nìcola: archeologa e curatrice museale.
Qual è la professione dell’altro?
Pierangelo: nonostante la giovane età e il ruolo subordinato, sta cercando di dare una sua dignità al piccolo museo di Suthbrige.
Nìcola: mi dicono che sia il babbo migliore del mondo, ma in realtà è una carogna che si diverte a scavare dentro le mie emozioni, buttandomele in faccia come schiaffi.
Ti piace come sei?
Pierangelo: dopo una vita demmè, sì. Finalmente posso fare cose che abbiano un senso.
Nìcola: sul lavoro sì, perché lo adoro. Per il resto, ni. Pier mi vede in una vita demmè come lo è stata la sua.
Cosa cambieresti di te stesso?
Pierangelo: Niente, sono imperfetto così.
Nìcola: Vorrei essere un po’ più disinvolta.
Cosa cambieresti dell’altro?
Pierangelo: Niente, è imperfetta così.
Nìcola: Niente. Chi sono io per giudicare? (Ma prima o poi i nodi verranno a pettine…)
Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
Pierangelo: Quello che faccio adesso, magari ogni tanto suonare dal vivo.
Nìcola: Il mio lavoro, e magari conoscere qualche bel giovanotto per movimentare la mia mesta vita sentimentale.
Cosa rimpiangi del passato?
Pierangelo: Un tempo avrei detto tutto. Adesso ho fatto pace con me stesso.
Nìcola: se lo vuoi sapere, leggi il libro, pidocchio.
Raccontaci una memoria, un ricordo che ti è particolarmente caro.
Pierangelo: Quando ho preso per la prima vota in braccio la mia bimba. Era così piccolina.
Nìcola: Quando ho conosciuto Al.
Qual è la scena più bella del romanzo che hai scritto/interpretato?
Pierangelo: la battaglia di Suthbridge, uno dei momenti chiave dell’emancipazione di Nìcola
Nìcola: Concordo con Pier. Adoro quando mi rendo conto di avere io, finalmente, il dito sul grilletto.
Di’ qualcosa di cattivo all’altro!
Pierangelo: Cioè, ti fai la depilazione integrale per un massaggia testa?
Nìcola: Finisci di raccontartela. Sei uno scrittore demmè.
Ora invece qualcosa di carino all’altro!
Pierangelo: Adoro come sei appassionata al tuo lavoro.
Nìcola: Beh, se avesse una ventina d’anni di meno, un pensierino su di lui ce lo farei…
E in ultimo qualcosa ai lettori:
Pierangelo: Se vi piace un po’ di splatter, l’umorismo e siete un briciolo romantici, A.D. 2021 è il dark fantasy per voi.
Nìcola: Questo romanzo è la mia storia. La mia emancipazione inizia quando Al entra la mia vita, mandandomi col culo per terra. Alla fine Pier ha fatto un buon lavoro. Mi sono divertita a vivere le esperienze narrate nel romanzo.
Nìcola, con l’accento sulla i, mi raccomando, vi attende nelle pagine di A.D 2021 – Le cronache di Ac’hshta a questo link!

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State per partire per le ferie? Anche io, spero! E quale modo migliore che portarsi dietro un bel fantasy? oggi Carlo ci presenta il suo lavoro e il suo protagonista, intanto, eccovi la quarta di copertina!
Donovan ha sedici anni e un giorno all’improvviso scopre di avere un potere: riesce a prevedere in sogno la morte delle persone. Ma non solo. Il suo cane di nome Lupo inizia a parlare ed entrambi si accorgono di una strana presenza invisibile, Katy, una ragazza morta in maniera violenta tempo prima.
I tre decidono di sfruttare il potere di Donovan e di intervenire in tempo per salvare chi sta per essere ucciso.
Proprio in una di queste occasioni, Donovan viene rapito da una misteriosa Agenzia che si occupa di reclutare i Dreamers, ovvero chi come lui riesce a sapere in anticipo quando e come avverranno alcuni efferati omicidi.
Qui Donovan conosce Mark Collins, il coordinatore dell’Agenzia, e i suoi uomini, ma soprattutto Lucy, una Dreamer con cui stringe un rapporto di amicizia particolare.
L’obiettivo dell’Agenzia è chiaro: monitorare i sogni dei Dreamers (che possono anche sognare contemporaneamente lo stesso avvenimento, nei cosiddetti “sogni incrociati”) e agire tempestivamente con l’aiuto della polizia e di altre squadre speciali, per evitare che si consumino tragedie.
Foto dal Web Ciao, come ti chiami?
Autore: Carlo.
Personaggio: Donovan Pierce, ma per motivi di sicurezza ho una nuova identità: Sean Balducci.
Dove vivi?
Autore: Roma, Italia.
Personaggio: Park Lake (Stati Uniti), ma ora sono fuggito in Italia, anche io a Roma.
Qual è la tua professione?
Autore: Magazziniere retrattilista e scrittore per passione.
Personaggio: Studente e Dreamer.
Qual è la professione dell’altro?
Autore: Studia a casa ma spesso è costretto a sognare e salvare le vite degli altri. Quindi ha una vita piuttosto incasinata.
Personaggio: Lavora dentro un magazzino e, quando torna a casa, vive assieme a me la mia vita.
Ti piace come sei?
Autore: Non mi lamento.
Personaggio: Avrei preferito fare molte altre cose, ma la mia situazione me lo ha impedito.
Cosa cambieresti di te stesso?
Autore: Vorrei solo essere un po’ più costante con la scrittura.
Personaggio: A dire la verità niente.
Cosa cambieresti dell’altro?
Autore: Vorrei solo che fosse un pochino più saggio e paziente, però non si può chiedere troppo a un ragazzo di sedici anni.
Personaggio: Deve finire la mia storia, prima che vada in pensione.
Cosa ti piacerebbe fare in futuro?
Autore: Quello che mi piace fare lo sto già facendo, vorrei solo avere molto più tempo per dedicarmici.
Personaggio: Finire gli studi e seguire le orme di mio padre.
Cosa rimpiangi del passato?
Autore: A dire la verità, nulla.
Personaggio: Avrei voluto parlare di più con mia madre, ma è successo tutto così in fretta…
Raccontaci una memoria, un ricordo che ti è particolarmente caro.
Autore: Mi trovavo in Abruzzo, in un rifugio di montagna, con tutto il gruppo della Protezione Civile (Unità Cinofile). Ci sentivamo in famiglia e dovevamo fare delle esercitazioni e un corso di ricerca dopo una valanga. Con me c’era anche Max (York Shire in addestramento). Sono stati momenti intensi che non dimenticherò mai.
Personaggio: Tutti i momenti che ho passato con Lucy Carpet e con Lupo (il mio cane Husky), soprattutto quando ci hanno spostati nello chalet in riva al lago. Si respirava aria familiare, eravamo in pochi e molto uniti.
Qual è la scena più bella del romanzo che hai scritto/interpretato?
Autore: Quando Donovan entra nel magazzino e incontra una persona che non vede da molto tempo. Dopo succede di tutto e rischia anche la sua vita. Non posso spoilerare oltre.
Personaggio: Mentre entravo in una casa abbandonata, sempre in riva al lago, e ho conosciuto Betty e suo fratello Joshua. Comunque sono riuscito a salvarli, anche se è stato molto particolare.
Di’ qualcosa di cattivo all’altro!
Autore: E se ti portassero via Lupo?
Personaggio: Se ti rubassero le tue agendine?
Ora invece qualcosa di carino all’altro!
Autore: Sei il miglior Dreamer che conosca. Continua così.
Personaggio: Ti salutano Lupo e Katy.
E in ultimo qualcosa ai lettori:
Autore: Se amate l’avventura, il fantasy, la fantascienza, i cani e i sogni, probabilmente questo romanzo farà per voi.
Personaggio: Lupo vi conquisterà, anche i sogni che molto spesso mi ritrovo a fare. Che dire poi di Katy? Spero di ritrovarvi fra le pagine di questo romanzo, insieme a noi.
Il romanzo Dreamworld: io, Katy e Lupo vi attende qui!

